Ucraina, Ue insiste su linea guerrafondaia e dà ok a prestito di 90 mld € a Kiev per armi, no di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca

La guerra in Ucraina non accenna a terminare, anche e soprattutto per via dell'Ue che continua a soffiare sul fuoco. Il prestito prevede che Kiev riceva 30 miliardi di euro per sostenere le proprie esigenze di bilancio e 60 miliardi di euro per l'acquisto di armi e munizioni

L'Ue insiste con la linea guerrafondaia sull'Ucraina e dà l'ok a un prestito da 90 miliardi di euro a Kiev per il biennio 2026-2027. Soldi che serviranno principalmente per armi e attrezzature militari e quindi presumibilmente per allontanare ancora di più un difficile processo di pace che si sta cercando di portare avanti. L'accordo è stato raggiunto da 24 Paesi europei, ed il primo pagamento da Bruxelles verrà erogato ad aprile. No di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Ucraina, Ue insiste su linea guerrafondaia e dà ok a prestito di 90 mld € a Kiev per acquisti di armi e attrezzature militari

La guerra in Ucraina non accenna a terminare, anche e soprattutto per via dell'Ue che continua a soffiare sul fuoco. Il prestito prevede che l'Ucraina riceva 30 miliardi di euro per sostenere le proprie esigenze di bilancio e 60 miliardi di euro per l'acquisto di armi e munizioni.

Armi e attrezzature militari "in linea di principio" dovrebbero essere acquistati solo da aziende dell'Ue, dell'Ucraina stessa o dei Paesi SEE-EFTA, mentre l'assistenza macro-finanziaria "sarà subordinata a rigorose condizioni quali il rispetto dello Stato di diritto, compresa la lotta alla corruzione".

Vista l’opposizione di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, la decisione è stata presa attraverso la procedura di cooperazione rafforzata con la partecipazione di 24 Stati membri: "Accolgo con favore questo importante passo avanti che prevede lo stanziamento di 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina, appena tre settimane dopo la presentazione della nostra proposta. Ora attendo con interesse anche la posizione del Parlamento", ha commentato in un post su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sottolineando che si tratta di "un potente simbolo della nostra ferrea solidarietà con l’Ucraina, mentre ci avviciniamo al quarto anniversario dell’inizio dell’invasione su vasta scala da parte della Russia".