Il 10 febbraio Niccolò Petrelli presenta il suo nuovo libro "I servizi segreti italiani e l'intelligence USA" al Centro Internazionale di Brera

Petrelli analizza le relazioni di intelligence tra Italia e USA durante la Guerra fredda, rivelando un legame dialettico e ambiguo, che intrecciava cooperazione a competizione e confronto

Il 10 febbraio alle ore 18:00 Niccolò Petrelli presenta il suo nuovo libro "I servizi segreti italiani e l'intelligence USA" al Centro Internazionale di Brera. La 7ma presentazione con "I servizi segreti italiani e l'intelligence USA" (Carocci, 2025), che si terrà al Centro Internazionale Brera in via Formentini 10 a Milano, il prossimo 10 febbraio alle 18.00 in occasione dei i Salotti dell'Intelligence, appuntamenti periodici di V&A e iWeek, di cui Andrea Vento è il CEO, nei quali vengono presentate a Milano le novità saggistische e letterarie in materia di intelligence.

"Nello scorso ottobre è stato celebrato il centenario dell'intelligence italiana. Con l'autore Niccolò Petrelli e grazie alla presenza di Marco Mancini, già dirigente DIS - precisa Andrea Vento - esploreremo i gradi di autonomia o di sottomissione delle nostre agenzie di intelligence rispetto alle analoghe strutture statunitensi nei primi decenni della Repubblica. È interessante scoprire dai documenti attentamente studiati da Petrelli come, usciti dalla catastrofica esperienza bellica, i nuovi apparati, ed in particolare il Sifar, rispetto ad una comune rappresentazione, seppero in realtà guadagnare autonomia in alcuni ambiti specifici".

Il volume studia la storia delle relazioni di intelligence tra Italia e Stati Uniti durante la Guerra fredda ricorrendo a una vasta selezione di fonti declassificate provenienti dagli archivi degli apparati informativi dei due paesi. Attraverso una disamina delle attività condotte dai servizi segreti italiani e statunitensi e delle loro interazioni tra l’armistizio del 1943 e la seconda metà degli anni Settanta, inclusi episodi ancora oggi oscuri e controversi, l’autore dimostra come queste relazioni fossero molto diverse da come sono state spesso rappresentate. Infatti, le organizzazioni di intelligence italiane non agirono in condizione di sottomissione alle più potenti agenzie statunitensi, ma ebbero con esse un rapporto dialettico, spesso ambiguo, che incorporò sia forme di cooperazione sia di competizione e confronto, in cui le parti, pur collaborando in differenti settori, tentarono ripetutamente anche di avvantaggiarsi l’una a spese dell’altra, di manipolare e sfruttare rivalità interne e difficoltà nell’altrui sistema di intelligence, al fine di perseguire obiettivi di politica nazionale.

Niccolò Petrelli

È ricercatore in Storia delle relazioni internazionali nel Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Roma Tre, dove insegna Studi strategici. Tra le sue pubblicazioni: Israel, Strategic Culture and the Conflict with Hamas: Adaptation and Military Effectiveness, 1987-2014 (Routledge, 2017), La grande strategia e il futuro della competizione USA-Cina (StartInsight /EuropaAtlantica, 2021) e La deterrenza nel XXI secolo (StartInsight, 2022).