Groenlandia: siamo sinceri e resti fra noi, fondamentalmente non ce ne frega un beneamato cassius

Alla fine un accordo per l’ennesimo prurito di Donald Trump si è trovato, e la Danimarca guarda incredula

Come accennato in apertura, la Groenlandia è stata semplicemente l'ennesimo gossip mediatico tutto fumo e niente arrosto.

Partito come un evento apocalittico che avrebbe portato a un nuovo scontro mondiale, alla fine si é rivelato il solito bluff internazionale, con tanto cianciare e pochi fatti.

Tra scuse varie, non ultima la difesa da quei cattivoni di russi e cinesi, il Tycoon ha fatto l'ennesimo regalo ai conservatori statunitensi convinti che l'isola danese sia la stella mancante sulla bandiera, un doppio colpo per rimanere nella storia come il Presidente che ce l'ha fatta e, con la scusa, ciucciarsi le risorse e piazzare qualche soldatino.

Morale della favola, alle ridicole dichiarazioni europee di contro-dazi, eserciti, difesa dell'indipendenza e fine della NATO, è seguito un corale "obbediamo come sempre".

La Danimarca se l'è presa nel culo, i cittadini della Groenlandia hanno perso la loro pace di terra gelida e incontaminata, l'Europa é di nuovo serena e noi italiani continuiamo a pensare a chi vincerà Sanremo.