Assassinio Shinzo Abe, condannato all'ergastolo Tetsuya Yamagami: uccise l'ex premier del Giappone nel 2022 con due colpi di pistola
Il 45enne, reo confesso, aveva dichiarato di aver sparato due colpi di pistola per via delle relazioni che Abe avrebbe avuto con la Chiesa dell’Unificazione
Tetsuya Yamagami, responsabile dell'assassinio dell'ex premier del Giappone Shinzo Abe, è stato condannato all'ergastolo. Il 45enne nel luglio 2022 sparò ad Abe durante un comizio elettorale nella città di Nara. Al momento dell'attentato il 67enne non ricopriva più l'incarico di premier, ma era comunque una figura di spicco per il Partito Liberaldemocratico. L'episodio suscitò, come è normale che sia, profonda indignazione in tutto il mondo.
Assassinio Shinzo Abe, condannato all'ergastolo Tetsuya Yamagami: uccise l'ex premier del Giappone nel 2022 con due colpi di pistola
Dopo 4 anni la storia relativa all'assassinio di Shinzo Abe si è conclusa con la sentenza di condanna all'ergastolo per Yamagami. Il 45enne, reo confesso, aveva dichiarato di aver sparato due colpi di pistola per via delle relazioni che Abe avrebbe avuto con la Chiesa dell’Unificazione, gruppo religioso diffuso soprattutto negli Stati Uniti e in Asia orientale e per la quale il killer, per sua stessa ammissione, covava profondo odio.
La madre di Yamagami avrebbe donato circa 100 milioni di yen, poco più di 600.000 euro, alla Chiesa dell'Unificazione, portando la famiglia sul lastrico. Un gesto che il killer aveva collegato alla persona di Abe. L'omicidio efferato ha portato alla luce i legami tra la classe politica conservatrice e la Chiesa dell'Unificazione, nota anche come "Chiesa di Moon". Questa, è stata fondata dal predicatore e leader religioso sudcoreano Sun Myung Moon, che ha avuto un ruolo politico indiretto in Corea e negli Stati Uniti.
Riguardo al processo, Yamagami aveva ammesso aver sparato ad Abe, ma contestava alcuni capi d'imputazione. La Procura ha sostenuto che il killer era un adulto consapevole e che il suo gesto non può essere giustificato da sofferenze personali. Ha commesso un "un crimine senza eguali" per gravità e impatto sul tessuto democratico del Paese. Inoltre, l'arma costruita artigianalmente, inoltre, dimostrava un'azione premeditata.