Groenlandia, 4500 donne inuit sterilizzate senza consenso dalla Danimarca tra il 1966 e il 1991, Copenaghen paga €40mila ad ogni vittima

La popolazione indigena della Groenlandia ha subito molteplici soprusi a causa delle invasioni coloniali avvenute in passato. Tra queste è emersa, ultimamente, la pratica di sterilizzazione forzata che ha interessato 4500 donne inuit e che ha portato il governo danese alla sbarra

In Groenlandia si è perpetrata per molti anni una delle violazioni dei diritti umani più gravi del Novecento. Tra il 1966 e il 1991 circa 4.500 donne inuit sono state sottoposte a pratiche di sterilizzazione senza informazioni adeguate da parte delle autorità sanitarie della Danimarca, ma soprattutto con provvedimenti coercitivi. Dopo le denunce avviate nel 2023, nel 2025 è stato raggiunto un accordo che prevede un risarcimento di circa 40mila euro per ogni vittima, riconoscendo ufficialmente la responsabilità istituzionale di quanto accaduto.

Groenlandia, 4500 donne inuit sterilizzate senza consenso dalla Danimarca tra il 1966 e il 1991, Copenaghen paga €40mila ad ogni vittima

Ora che la Groenlandia è al centro dell'attenzione pubblica, ma soprattuto nel miro di Donald Trump, il suo percorso storico assume molta rilevanza. La grande isola artica ha dichiarato, qualche giorno fa, che non appartiene né agli Usa né a Copenaghen. Le pratiche di contraccezione forzata - che hanno interessato soprattutto ragazze e giovani donne inuit, molte delle quali adolescenti - evidenziano alcune delle profonde ferite che la popolazione locale ha dovuto subire a causa dell'ingerenza straniera.
In numerosi casi vennero impiantati dispositivi intrauterini o somministrate terapie ormonali senza un’adeguata informazione e senza alcuna autorizzazione. Le conseguenze sono state pesanti sul piano fisico e psicologico, con complicazioni mediche, infertilità e traumi duraturi. Le prime azioni legali collettive sono partite nel 2023, quando diverse donne inuit hanno deciso di portare alla luce quanto subito durante l’infanzia e l’adolescenza. Le testimonianze hanno ricostruito un programma sistematico finalizzato al contenimento della popolazione locale, con effetti demografici evidenti negli anni successivi. 

Secondo le stime, fino a 4.500 donne potrebbero rientrare tra le aventi diritto al risarcimento. Nel 2025 è stato raggiunto un accordo che prevede un indennizzo individuale di circa 40.000 euro per ciascuna vittima. La ministra della Salute danese ha definito la vicenda "un capitolo buio della nostra storia condivisa", riconoscendo che il risarcimento non potrà cancellare il dolore ma rappresenta un atto concreto di responsabilità.

Il contesto storico e politico

La Groenlandia è stata colonia danese fino al 1953, per poi entrare nel Regno con una formula di unione. Nel 1979 ha ottenuto l’autogoverno e nel 2008 un referendum ha rafforzato ulteriormente il percorso verso una maggiore autonomia. Le ferite legate alle sterilizzazioni forzate e alle adozioni imposte hanno però incrinato a lungo i rapporti con Copenaghen.

Negli ultimi anni l’isola è tornata strategica anche sul piano geopolitico, con l’interesse degli Stati Uniti per il controllo dell’area artica. Questo scenario rende ancora più delicato il rapporto tra la ex colonia e la Danimarca, spingendo a una maggiore attenzione sulle responsabilità storiche.