WEF Davos, al via oggi il World Economic Forum 2026, sul tavolo delle “èlite globali” Ucraina, Groenlandia e Venezuela

Il forum è da molti visto come il ritrovo delle èlite globali, quella cerchia ristretta di persone che detta l'agenda politica e mondiale. Si stima che possano esserci circa 3.000 partecipanti provenienti da oltre 130 Paesi, 400 leader politici e 65 capi di Stato o di governo, affiancati da circa 850 amministratori delegati e presidenti delle principali aziende mondiali

Inizia oggi a Davos il World Economic Forum (WEF) 2026, l'evento in cui si riuniscono tutte le "élite globali" del mondo della politica e dell'imprenditoria. La geopolitica avrà un ruolo di primo piano, così come gli ultimi anni. Sul tavolo ci saranno l'Ucraina, la Groenlandia e il Venezuela. Per domani è atteso il discorso del presidente ucraino Zelensky mentre Trump interverrà il giorno per presentare i componenti del cosiddetto Board of Peace per Gaza. È possibile che i due presidenti possano avere un bilaterale per discutere della questione ucraina. Si stima che possano esserci circa 3.000 partecipanti provenienti da oltre 130 Paesi, 400 leader politici e 65 capi di Stato o di governo, affiancati da circa 850 amministratori delegati e presidenti delle principali aziende mondiali.

WEF Davos, al via oggi il World Economic Forum 2026, sul tavolo delle “èlite globali” Ucraina, Groenlandia e Venezuela

Ucraina, Groenlandia, Venezuela ma non solo. Al World Economic Forum di Davos si parlerà anche anche di Medio Oriente, elezioni in Asia e Onu

Il forum è da molti visto come il ritrovo delle èlite globali, quella cerchia ristretta di persone che detta l'agenda politica e mondiale. È anche la prima volta che l'evento si apre senza il suo presidente storico e fondatore Klaus Schwab, dimessosi ad aprile 2025 dopo l'inchiesta interna che ha rivelato come avrebbe costretto dipendenti a prelevare contanti per conto suo, pagato massaggi coi soldi della fondazione e intrapreso viaggi di lusso camuffati da missioni ufficiali. Schwab è stato anche accusato di razzismo, molestie sessuali e aver licenziato donne perché incinte. Il suo posto è stato inizialmente preso dal vice Brabeck-Letmathe, dopodiché a Børge Brende.

È possibile che come negli anni passati possa esserci il boom di escort. L'anno scorso si è assistito ad un vero e proprio soldout, con festini a base di cocaina e funghi psichedelici. Alcuni clienti sono disposti a pagare fino a 2.500 dollari a notte.