Trump, il colpo cosmico: “cambierò l’umanità”. The Donald pronto a rivelare il primo contatto con gli extraterrestri?

Dagli spifferi di Mar-a-Lago alla Coppa del Mondo 2026: The Donald pronto a rivelare il primo contatto con gli extraterrestri, nel giorno simbolo di Roswell. Tra dossier segreti, registi complottisti e il solito gusto per lo show finale

“CAMBIERÀ L’UMANITÀ”? A Washington rimbalza un sussurro che fa impallidire perfino le trombe dell’Apocalisse. Donald J. Trump, l’uomo che ha promesso muri, dazi e miracoli, starebbe preparando IL colpo di teatro definitivo: un annuncio “cosmico”, letteralmente. Nelle stanze ovattate di Mar-a-Lago, un informatore giura che nel luglio 2026 The Donald avrebbe pronto un discorso già scritto, limato, provato davanti allo specchio dorato: il primo contatto ufficiale con una civiltà extraterrestre. Yes, folks.


A dar manforte al brusio arriva il regista britannico Mark Christopher Lee, che – senza scomporsi – parla di un intervento trumpiano alla Coppa del Mondo 2026. Non una location qualsiasi: miliardi di occhi, bandiere, inni, e poi lui, Trump, che prende il microfono e… boom. Altro che VAR. “Cambierà per sempre l’umanità”, dicono. E c’è chi giura che il timing non sia casuale: 79 anni esatti da Roswell, quando l’esercito USA parlò di un “disco volante” per poi fare marcia indietro più veloce di un tweet cancellato.


Retroscena? Nel team trumpiano – quello che mescola ex generali, fedelissimi MAGA e consulenti che parlano a mezza voce – si bisbiglia di dossier “declassificati”, di incontri “non ostili”, di una narrativa pronta a ribaltare tutto: dalla Guerra Fredda alle serie Netflix sugli UFO. Trump, dicono, vorrebbe intestarsi la rivelazione del secolo, il sigillo finale del suo ego monumentale: “Solo io potevo dirvelo”. Gli scettici ricordano che The Donald ama i finali a effetto e le promesse iperboliche; i fedelissimi ribattono che questa volta è diverso.


Intanto il Deep State tace (o finge). Il Pentagono non commenta. I servizi sorridono. E il mondo? Aspetta. Perché se l’annuncio arriverà davvero, tra un calcio d’inizio e una standing ovation, non sarà solo un colpo mediatico: sarà il reality show definitivo. O l’ennesima, gigantesca, bufala cosmica. Ai posteri – e forse agli alieni – l’ardua sentenza.