Iran, raid Usa pronto mercoledì 14 ma non effettuato per “mancanza asset militari e richieste Israele”, Trump: “Autoconvinto a non farlo”

Alla base dello stop ci sarebbero valutazioni divergenti all’interno dell’amministrazione statunitense sulla reale possibilità che un raid potesse portare alla caduta del regime iraniano. A questo si sono aggiunti fattori operativi, come la mancanza di asset militari adeguati nell’area, e politici, legati al pressing esercitato da Israele e da diversi Paesi arabi, come anticipato dal Giornale d'Italia

Il raid militare statunitense contro l’Iran era pronto per essere lanciato mercoledì 14 gennaio, ma l’ordine finale non è mai arrivato. Donald Trump aveva chiesto al Pentagono di prepararsi all’attacco, salvo poi fare marcia indietro. A pesare sarebbero stati la mancanza di asset militari adeguati nell’area e le pressioni di Israele e dei Paesi arabi, come anticipato dal Giornale d'Italia. Nel frattempo, Trump prova a mitigare: “Mi sono autoconvinto a non farlo”.

Iran, raid Usa pronto mercoledì 14 gennaio ma non effettuato per “mancanza asset militari e richieste Israele”, Trump: “Autoconvinto a non farlo”

Donald Trump era incline a ordinare un attacco contro l’Iran e aveva chiesto al Pentagono di prepararsi a un’azione militare imminente. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli ufficiali americani sono andati a dormire convinti di ricevere l’ordine finale e colpire mercoledì 14 gennaio. L’ordine, però, non è mai arrivato.

Alla base dello stop ci sarebbero valutazioni divergenti all’interno dell’amministrazione statunitense sulla reale possibilità che un raid potesse portare alla caduta del regime iraniano. A questo si sono aggiunti fattori operativi, come la mancanza di asset militari adeguati nell’area, e politici, legati al pressing esercitato da Israele e da diversi Paesi arabi. Non secondario, infine, il timore che un attacco diretto avrebbe potuto allargare e prolungare il conflitto.

A confermare la scelta è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti. “Nessuno mi ha convinto. Mi sono convinto da solo” a non attaccare l’Iran, ha dichiarato Donald Trump parlando ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per la Florida, rispondendo a una domanda sul ruolo degli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente.

Nei giorni precedenti, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avevano svolto un’intensa attività di mediazione nel tentativo di aprire uno spiraglio diplomatico nella crisi con Teheran. Trump ha inoltre spiegato di essersi “convinto” a rimandare un’azione militare anche alla luce del fatto che l’Iran avrebbe dichiarato l’intenzione di annullare le esecuzioni programmate dei manifestanti detenuti.