08 Gennaio 2026
Fonte: La Presse
Con la tragica vicenda del Venezuela di Maduro, sottoposto a un infame golpe militare made in Usa, crolla anche la narrazione secondo cui l'aggressore ha sempre ragione e l'aggredito ha sempre torto: una narrazione che gli autoproclamati professionisti dell'informazione ci hanno "venduto" per più anni, in relazione al conflitto ucraino. Adesso si torna alla vecchia narrazione imperiale, secondo cui l'aggressore, se coincide con Washington, rappresenta democrazia e libertà e l'aggredito, coincidente con chi a Washington resiste, si identifica con barbarie e totalitarismo. Nulla di nuovo sotto il sole: è la vecchia ideologia imperiale con cui la potenza americana giustifica il proprio desiderio di dominazione planetaria e l'annessa volontà di annichilire ogni resistenza e di liquidare ogni governo variamente difforme rispetto al Washington consensus. Sicché viene sempre presentato come stato canaglia lo stato che resiste a Washington e analogamente viene bollato come dittatore il presidente che non si piega alla dominazione a stelle e strisce. Un canovaccio collaudato, che si è ripetuto molteplici volte dal 1989 ad oggi: pensate anche solo alla Serbia di Miloševich, all'Iraq di Saddam o alla Libia di Gheddafi. Le masse teledipendenti e tecnonarcotizzate continuano a bersi stoltamente questa narrazione, senza capire che si tratta della ideologia di legittimazione dell'imperialismo a stelle e strisce. Anche in Italia non si contano i capita insanabilia che vanno ripetendo, con stolta letizia, che il Venezuela è stato liberato e che Maduro, in quanto dittatore, doveva essere deposto da Washington: beata ignoranza di chi rivela la propria totale subalternità al potere imperialistico dominante!
di Diego Fusaro
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