Nel corso del secondo giorno di manovre militari attorno a Taiwan, la Cina ha effettuato il lancio di diversi razzi nello Stretto. Le autorità di Taipei hanno reso noto che nelle ultime 24 ore sono stati individuati 130 velivoli militari cinesi e 22 unità navali, in aumento rispetto al giorno precedente, quando erano stati segnalati 89 aerei e 28 navi tra marina e guardia costiera di Pechino.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minimizzato la portata delle esercitazioni in corso, affermando di non temere un’invasione militare ordinata dal leader cinese Xi Jinping. “Non credo che lo farà”, ha dichiarato ai giornalisti presenti a Mar-a-Lago. Sollecitato su un possibile motivo di preoccupazione, ha risposto: “No, non mi preoccupa nulla”.
Esercitazioni cinesi intorno a Taiwan, impiegati 130 aerei militari cinesi e 22 navi, Trump: "Non mi preoccupa, Xi non ordinerà invasione"
Le esercitazioni cinesi con armi da fuoco sono iniziate due giorni fa e si svolgono nello spazio aereo vicino all’isola autogovernata. Secondo quanto riferito dal Comando del Teatro Orientale dell’Esercito popolare di liberazione, “L'esercito di Pechino sta impiegando cacciatorpedinieri, fregate, caccia, bombardieri e veicoli aerei senza pilota” in operazioni che comprendono “addestramento con fuoco vivo su obiettivi marittimi a nord e a sud-ovest di Taiwan”. A queste affermazioni ha fatto seguito la dura reazione del governo taiwanese, che ha parlato di “provocazioni irresponsabili”.
La portavoce dell’ufficio presidenziale, Karen Kuo, ha sottolineato: “In risposta al disprezzo delle autorità cinesi per le norme internazionali e al ricorso all'intimidazione militare per minacciare i paesi vicini, Taiwan esprime la sua ferma condanna”. Dal canto suo, il ministero della Difesa di Taipei ha riferito che nelle ultime 24 ore due aerei militari cinesi e 11 navi hanno operato intorno all’isola, precisando che le forze armate sono in massima allerta e pronte a condurre “esercitazioni di risposta rapida”.
L’obiettivo di tale “risposta rapida” sarebbe quello di intervenire qualora le manovre cinesi dovessero trasformarsi improvvisamente in un’azione offensiva contro l’isola. “Tutti i membri delle nostre forze armate rimarranno estremamente vigili e in piena guardia, adottando misure concrete per difendere i valori della democrazia e della libertà” ha ribadito Taiwan, mentre l’esercito cinese ha spiegato che “Queste esercitazioni si concentrano principalmente su pattugliamenti di preparazione al combattimento marittimo-aereo, assunzione del controllo integrale, blocco di porti e zone chiave e deterrenza esterna tridimensionale”.