Il "caso Venezuela": nuovo rischioso imperialismo improvvisato o metodico riassetto del "giardino di casa" Usa?

Proviamo a riassumere i molteplici fattori che muovono il governo americano in un nuovo pressing geopolitico nell'area centro-sud-americana

Come avevo previsto in un mio intervento sul "Vaso di Pandora" di alcuni mesi fa Trump sta attuando quello che ha promesso: il risanamento manu militari della società americana dalla criminalità organizzata estera e nel contempo un nuovo interventismo contro le centrali del narcotraffico. Era dai tempi di Bush senior e di Craxi che non si sentiva un Presidente parlare di "guerra alla droga" anche perchè, diciamolo, il sistema globalista post 1989 ha quasi sempre tollerato il narcotraffico. Un simbolo di questa situazione lo abbiamo avuto proprio a Milano poco tempo fa dove la moglie di un importante narcotrafficante (in galera negli Usa) ha sfilato in un'importante evento di moda. Più chiaro di così se qualcuno avesse dei dubbi su chi comanda nel mondo, nella realtà delle cose! A differenza di altri interpreti non penso che la guerra alla droga trumpiana sia solo un pretesto ideale per giustificare un nuovo interventismo imperialista nordamericano contro l'america latina. Penso che sia una ragione reale anche se non sono così ingenuo da non vedere come ci siano anche altri importanti fattori decisivi che sostengono questo nuovo corso interventista e imperiale a stelle e strisce. La droga e il narcotraffico sono una piaga sociale e politica per la società americana e in questo il governo americano si sta dimostrando coerente con il suo programma elettorale: iniziare a rifondare la sovranità politica interna risanando la società Usa anche con le maniere forti, tramite la riattivazione del Sediction Act del Presidente Adams del 1798. Detto questo è evidente che si sono anche altre forti ragioni. Una è la necessità che Trump ha di accontentare anche i potenti falchi repubblicani, come Rubio, aprendo degli spazi di interventismo militare a lungo termine. Combattere il narcotraffico come in un film, come in un videogioco, bombardando dalle navi e dagli aerei e con azioni militari anche territoriali mirate corrisponde certo allo spirito imperiale e pragmatista americano e rappresenta ovviamente una potente leva politica e diplomatica di pressione contro i Governi ritenuti avversi come quello di Maduro. In questo Trump appare molto efficace: azione militare non convenzionale congiunta ad una negoziazione aperta e spregiudicata. Il vero nemico ovviamente non è il Venezuela in se stesso, nazione povera e governo debole, ma il suo stretto rapporto commerciale con il verso avversario: la Cina. Il Venezuela vende "troppo"petrolio greggio alla Cina secondo gli Usa e quindi va punito approfittando della sua sistemica debolezza in quanto possiede poche raffinarie (vecchie e poco efficienti) tanto che deve persino importare benzina. Basterebbe quindi eliminare militarmente 3 o 4 obbiettivi per piegarlo. Detto questo è chiaro che se gli Usa riescono a piegare politicamente Maduro ad una proiezione meno filocinese e più endo-americana allora questo nuovo metodo di espansione aggressiva mista a diplomazia stringente potrà essere applicata anche verso Colombia, Nicaragua, Perù e Cuba stessa, da cui viene la famiglia di Rubio. La tecnica della "chiusura dei cieli" è tanto radicale e brutale quanto efficace in quanto si traduce in un embargo totale che può vincere qualsiasi governo. Gli Usa sono un impero dell'aria e delle acque, a livello di archetipi. Ma ogni progetto e ogni strategia presenta dei rischi, un proprio lato oscuro. Il rischio quì è nei fatti: una cosa è bombardare dei motoscafi di narcotrafficanti nei Caraibi, un'altra è far sbarcare delle truppe nella jungla venezuelana. Se ci fossero scontri con militari americani morti rischiamo un crollo delle Borse occidentali, tanto oggi il sistema mondiale è fragile e interconnesso. E proprio perchè ogni relazione è interconnessa anche il "caso Venezuela" non è più una criticità solo regionale ma è una faglia di crisi già internazionale, e non solo per le armi russo-cinesi che Maduro ha ricevuto. E' il "globalismo delle ricadute tipo "domino". Un ultimo fattore di con-causa per l'attacco anti-Venezuela deriva dalla necessità di spaventare Maduro per impedirgli di conquistare la Guyana, rivendicata dal Venezuela. Riuscirà Trump a rimettere ordine pro Usa nel "giardino di casa" fermando l'espansione russo-cinese? Certo è che di fronte al veloce pragmatismo Usa che riesce a estirpare il male della droga alla radice (quando, e se vuole farlo veramente) con un ordine presidenziale e gli aerei in decollo con una portaerei spostata velocemente; guardare poi all'indecente spettacolo della politica italiana è veramente troppo penoso; dove i governi sono così deboli e incapaci che non riescono a far approvare i loro progetti di legge ma si limitano ad anunnciarli per decenni (es: la separazione delle carriere). Là la vera politica (piaccia o meno, bella o brutta); da noi un mediocre teatrino che produce come unico effetto "solo" il 70% di cittadini così vomitevolmente nauserati dall'assenza di politica italiana da non voler più votare. E io con loro...