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Germania, il governo di Scholz si spacca sull’invio di armi pesanti all’Ucraina

Il cancelliere è stato chiaro: “Niente carri armati se non li invieranno anche gli altri Paesi occidentali”. Ma nella coalizione aumenta la pressione per nuovi armamenti a Kiev

23 Settembre 2022

Germania, il governo di Scholz si spacca sull’invio di armi pesanti all’Ucraina

Fonte: EuropaToday

Il possibile invio di armi pesanti all’Ucraina spacca il governo della Germania. Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, è stato chiaro: “Niente carri armati a Kiev se non li invieranno anche gli altri Paesi occidentali”. Nella sua coalizione, però, aumenta la pressione per i nuovi armamenti a Kiev, esattamente quel che invocano i partiti di opposizione. Tanto che, se sulla questione venisse posta la fiducia al Bundestag, il Parlamento tedesco, Scholz potrebbe rischiare di cadere.

Germania, il governo di Scholz si spacca sull’invio di armi pesanti all’Ucraina

Ieri, giovedì 23 settembre, in un’accesa sessione parlamentare, Scholz ha ricevuto segnali forti dai suoi partner della coalizione che si aspettano che presto aumenti le forniture di armi all’Ucraina. L’opposizione, con la Cdu in testa, aveva chiesto il voto su una mozione che esorta il governo a consentire “immediatamente” l‘esportazione di carri armati tedeschi e veicoli da combattimento della fanteria in Ucraina. Ciò sarebbe stato equivalente a un voto di sfiducia nella strategia ucraina di Scholz, dal momento che il cancelliere ha ripetutamente escluso tali consegne fintanto che altri alleati occidentali non forniranno un simile equipaggiamento pesante, mentre figure di spicco, sia nei Verdi sia nella Liberi democratici, partner della sua coalizione socialdemocratica, sono apertamente a favore di un sostegno più decisivo all’Ucraina. Come ha sottolineato Politico, un voto sulle consegne di armi al Bundestag avrebbe rischiato di rivelare crepe fatali nell’unità dell’esecutivo tedesco e avrebbe persino potuto portare alla sconfitta di Scholz in Parlamento. Mentre la sua coalizione di governo gli ha fatto guadagnare un po’ di tempo inviando alla Commissione competente la mozione critica che esprimeva una mancanza di fiducia nel suo sostegno militare all’Ucraina, ora sembra sempre più probabile che Scholz dovrà rispondere alla richiesta che la più grande economia europea faccia il proprio peso a sostegno di Kiev.

Germania, il governo di Scholz si spacca sull’invio di armi pesanti all’Ucraina

Lo scorso aprile il giornale tedesco Die Zeit aveva rivelato che i Paesi dell’alleanza atlantica avrebbero concordato in modo informale di non fornire alcune armi pesanti all’Ucraina, come i carri armati e i caccia, nel timore che Mosca possa giudicare queste armi come un atto di guerra e adottare misure di rappresaglia. Una versione che alcuni analisti avevano giudicato una copertura mediatica del governo tedesco, in contrasto con quanto i 40 paesi della Nato, riuniti il 26 aprile a Ramstein, avevano promesso a Kiev, compresa la Germania. Tanto è vero che, proprio dopo quella riunione, il ministro della Difesa tedesco, Christine Lambrecht, annunciò che Berlino stava approvando l’esportazione in Ucraina dei carri armati Gepard e Leopard. Una promessa, quella di Berlino, alla quale non è seguito nulla, dato che Scholz continua a essere contrario all’invio di armi pesanti in Ucraina. Gli alleati, però, contano a insistere. “Crediamo che nell’attuale situazione militare, in cui l‘Ucraina sta reclamando il suo territorio, pezzo per pezzo, dobbiamo fornire almeno il veicolo corazzato da trasporto Fuchs e il veicolo da combattimento della fanteria Marder, e se la situazione lo richiede, anche il carro armato principale Leopard”, ha detto Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente del comitato di difesa del Bundestag ed esponente dell’Fpd, uno dei partiti che sostengono il governo tedesco. Strack-Zimmermann ha citato lo Zeitenwende, un cambiamento storico nella politica estera e di sicurezza tedesca che Scholz ha annunciato a febbraio sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina, per sostenere che il cancelliere non dovrebbe giustificare la sua riluttanza a inviare carri armati sostenendo che anche altri alleati, come gli Stati Uniti, non stavano inviando armi pesanti a Kiev.

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