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Ucraina, la Germania blocca 9 miliardi di aiuti Ue: Zelensky nervoso con Scholz

Da circa un mese la Germania sta bloccando 9 miliardi di euro in aiuti europei all'Ucraina. Zelensky reagisce rimuovendo l'ambasciatore ucraino a Berlino

10 Luglio 2022

Zelensky e Scholz

Zelensky e Scholz (fonte: Twitter @Agenzia_Ansa)

Cresce la tensione fra l'Ucraina e il suo principale partner europeo: la Germania di Olaf Scholz. Da circa un mese a queste parte i 9 miliardi dell'Unione sono stati bloccati proprio dal cancelliere tedesco. Un nervosismo crescente da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha portato alla rimozione del suo ambasciatore a Berlino. Evidentemente accusato di non fare abbastanza per sbloccare la situazione. I 9 miliardi di euro in ballo rappresenterebbero la principale fonte di sostentamento europeo verso l'Ucraina. Altri fondi che si aggiungono a quelli già ingenti mossi dagli Stati Uniti negli ultimi mesi. Sono in molti a sostenere che i motivi che hanno portato a questi ritardi sono riconducibili ancora una volta a questioni energetiche. La Germania infatti sarebbe pronta a tornare a importare il gas russo.

Tensione Germania-Ucraina

Secondo molti sarebbe possibile stabilire un collegamento fra la crisi del gas europea e i recenti sviluppi geopolitici fra Ucraina e Germania. Alcune fonti riportano della volontà di tornare a importare attraverso il condotto Nord Stream. Ciò, va da sé, rappresenterebbe un'aperta violazione del regime sanzionatorio che il mondo occidentale ha imposto sulla Russia. Ma tant'è potrebbe non esserci alternativa nel breve termine. Almeno questo è quanto pensano alcuni consiglieri del Cancelliere Scholz. Altrettanti sostengono che le due questioni sono l'una slegata dall'altra, ma certo il tempismo appare senza dubbio interessante.

Il prestito da 9 miliardi verso l'Ucraina

Zelensky è impaziente di ricevere i fondi a lui promessi dagli alleati europei. Si tratterebbe di 9 miliardi di euro concessi in prestito a condizioni estremamente vantaggiose. Ripagabili in 25 anni a un tasso d'interesse nullo. Si tratta di una forma d'aiuto del tutto simile a quella concessa ai paesi europei in difficoltà durante i primi mesi dell'emergenza pandemica. Ovverosia fondata sull'emissione dei cosiddetti "eurobond", per i quali sono responsabili tutti i paesi dell'unione.

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