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Cina, fallisce l'azione anti Usa nel Pacifico. Salta l'accordo militare per le pressioni di Biden

Pechino avrebbe voluto arrivare a un accordo regionale nel Pacifico meridionale legato alla sicurezza. Ma i timori dei governi locali, alimentati dalla Casa Bianca, hanno fatto saltare tutto

30 Maggio 2022

Cina, fallisce l'azione anti Usa nel Pacifico. Salta l'accordo militare per le pressioni di Biden

Niente allargamento degli alleati per la Cina nella regione del Pacifico meridionale. Anzi, il numero dei partner se possibile rischia di diminuire. Il pressing americano ha infatti fatto saltare, insieme alle manovre di disturbo australiane, il possibile e chiacchierato accordo regionale sulla sicurezza che Pechino aveva predisposto per tutti i paesi dell'area. Mentre la Nato si espande in Europa orientale e gli Usa arruolano i paesi asiatici contro la Cina, la Cina stessa dunque non riesce a rispondere a tono.

L'unico risultato concreto del viaggio del ministro degli esteri Wang Yi resta l'ulteriore rafforzamento della partnership con le Isole Salomone, le quali intendono stringere “legami di ferro” e approfondire la cooperazione bilaterale. Il primo ministro di Honiara Manasseh Sogavare e il consigliere di stato e ministro degli Esteri cinese Wang Yi si sono incontrati per suggellare la rinnovata prossimità diplomatica tra i due paesi. La visita si innesta nell’alveo della politica estera perseguita da Xi Jinping per contrastare la strategia indo-pacifica degli Stati Uniti.

La sfida incrociata Cina-Usa sul Pacifico

L’obiettivo è quello di rafforzare i legami militari, economici e politici nel Pacifico meridionale, attraverso un viaggio di dieci giorni in cui il ministro Wang Yi incontrerà alcuni rappresentanti dei governi nazionali della regione. L’incontro con Sogavare arriva dopo la stipula, ad aprile, di un patto di sicurezza e difesa militare tra le Isole Salomone e la Cina, che è stato ritenuto controverso da alcuni osservatori, perché potrebbe garantire a Pechino un’altra base militare nel quadrante. Wang ha affermato che è evidente che la decisione delle Isole Salomone di stabilire relazioni diplomatiche con la Cina è “in linea con lo sviluppo e il progresso dei tempi e con gli interessi fondamentali e a lungo termine del popolo delle Isole Salomone”.

Ma nel frattempo la Cina e gli Stati insulari del Pacifico non hanno raggiunto un accordo sul commercio e sulla sicurezza con dieci Paesi della regione. Alla riunione dei ministri degli Esteri della Cina e dei Paesi del Pacifico, alle Isole Figi, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha sollecitato i Paesi della regione a non essere "troppo timorosi o troppo nervosi" riguardo agli obiettivi della Cina, dopo la fumata nera sull'accordo, una bozza del quale - riportava Reuters - era circolata settimana scorsa, e aveva destato le preoccupazioni di almeno un Paese, la Micronesia, che aveva avvertito del rischio di una nuova "Guerra Fredda" nel Pacifico.

La proposta di Pechino copriva sia un'area di libero scambio che l'aiuto umanitario e il contrasto al Covid-19, ma prevedeva anche una relazione più stretta con i Paesi regionali soprattutto nel campo della sicurezza, dall'addestramento delle forze di polizia alla sicurezza informatica, fino alla mappatura di aree marine sensibili e un accesso più ampio alle risorse naturali. Dopo l'incontro di oggi, ha dichiarato Wang, si è trovato un accordo su cinque aree di cooperazione (tra cui la ripresa economica post-Covid e nuovi centri per l'agricoltura e i disastri naturali) ma è necessario forgiare maggiore consenso. La Cina rilascerà un suo position paper riguardo alle sue proposte per i Paesi del Pacifico e "continueremo ad avere discussioni approfondite" per aumentare il consenso, ha detto Wang. "Non siate troppo ansiosi o troppo nervosi", ha detto il ministro degli Esteri cinese, rassicurando che "lo sviluppo e la prosperità comune della Cina e di tutti gli altri Paesi in via di sviluppo significherà solo grande armonia, più giustizia e maggiore progresso per il mondo intero".

Ma per ora non è bastato e il Pacifico meridionale ha scelto di evitare di finire nel mirino di Washington.

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