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Putin lancia l'offensiva nel Donbass. Macron: "Il dialogo si è fermato"

È iniziata la seconda fase del conflitto: l'esercito russo punta alla conquista della parte orientale dell'Ucraina, ricongiungendo Donetsk e Luhansk alla Crimea

19 Aprile 2022

Ucraina, Nato: "Russia pronta a prendere tutto Donbass. Ora fase cruciale guerra"

Soldati russi (Fonte Twitter @Agenzia_Ansa)

Vladimir Putin lancia l'offensiva nel Donbass, Emmanuel Macron ammette: "Il dialogo si è fermato". È iniziata la seconda fase della guerra in Ucraina, quella decisiva per le sorti del Paese. Dopo giorni in cui l'esercito russo si è riorganizzato, concentrandosi nella parte orientale del Paese, nella notte il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che l'operazione per la presa definitiva di Donetsk e Luhansk è iniziata. "Possiamo ora affermare che le truppe russe hanno iniziato la battaglia per il Donbass, per la quale si stavano preparando da tempo. Una grande parte dell'esercito russo è ormai consacrato a questa offensiva" ha dichiarato nella notte. Proprio mentre il conflitto entra in un momento decisivo, Macron deve ammettere che per ora i tentativi di dialogo non hanno portato a nulla.

Putin lancia l'offensiva nel Donbass

In questa seconda fase sono in molti a pensare che la resistenza ucraina sarà più complicata. L'offensiva è iniziata con bombardamenti nelle aree da conquistare, soprattutto la città orientale di Kharkiv, la seconda più grande del Paese. "È un inferno", ha dichiarato il governatore della regione di Lugansk, Sergiy Gaiday. Proprio in questa regione è stata conquistata una piccola città strategica per l'avanzata russa, Kreminna, a 50 chilometri da Kramatorsk: "Abbiamo perso il controllo della città, ci sono scontri in strada. I russi hanno ucciso chi cercava di andarsene", ha spiegato sempre Gaiday.

Per ora i soldati ucraini resistono, come chiesto dal loro presidente: "Non ci importa quante forze la Russia mette in campo, noi combatteremo. Ci difenderemo", ha dichiarato col solito orgoglio Zelensky. Sette attacchi russi, secondo The Kyiv Independent, sono stati respinti nella parte orientale del Paese, con pesanti perdite di mezzi militari inflitte ai russi. 

Macron: "Il dialogo si è fermato"

Mentre la guerra continua a imperversare, i negoziati sono da tempo in una fase di stallo. Del resto Putin non si siederà al tavolo delle trattative fino a quando le truppe russe non avranno unito il Donbass alla Crimea, e questo implica almeno la presa di quella striscia di terra che comprende anche Mariupol. Dall'altra parte, gli ucraini, che finora hanno combattuto e tenuto botta contro ogni previsione, si mostrano intransigenti e non vogliono perdere nessun territorio. 

Lo stesso presidente francese Macron, che tra i leader europei è stato quello che si è esposto maggiormente per tentare il dialogo con Putin, ha ammesso che per ora la strategia non ha portato a nulla: "Dai massacri che abbiamo scoperto a Bucha e in altre città, la guerra ha preso una piega diversa, quindi non ho parlato più direttamente con Putin da allora, ma non escludo di farlo in futuro". 

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