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Ucraina: la Caporetto dei pacifinti

La sostanziale sconfitta russa già in atto è la ennesima dimostrazione della insostenibile leggerezza della religione del pacifismo, soprattutto italiano

Di Lapo Mazza Fontana

04 Aprile 2022

Ucraina: la Caporetto dei pacifinti

fonte: pixabay

Innanzitutto sia chiaro erga omnes il punto nodale, anzi i punti a grappolo come cluster bombs:
1) sì, i russi non stanno vincendo questa guerra (come i pacifinti davano viceversa per scontato)
2) sì, i russi annunceranno di averla vinta tenendosi il Donbass e la Crimea (e anche avendo plurime ragioni per tenerseli)
3) sì, i russi questa guerra la stanno da un lato perdendo (perché il risultato finale sarà una vittoria degli americani che continueranno ad armare gli ucraini e tenere tutta la Europa, Russia compresa, sotto scacco), e da un lato anche un po' vincendo perché i russi diventeranno anzi torneranno ad essere agli occhi del resto del mondo i principali oppositori dell'Occidente rapace, colonialista e imperialista.

Nel contempo in Italia il mainstream draghistano domina ovviamente la narrazione ufficiale. Se erano riusciti disgustosamente a costruire un vero pensiero unico prevalente (con la narrazione di una isteria pandemica totalmente incongruente rispetto alla realtà di una epidemia mondiale di influenza seppure grave) non sono riusciti, nemmeno pro bono, a debellare il morbo italiotamente endemico del pacifintismo da senso di colpa post-fascismo e post-disfatta della seconda guerra mondiale.
Un pacifismo già preunitario e presabaudo, figlio anche lì delle invasioni postrinascimentali che avevano trasformato l'Italia da centro del mondo a terra di conquista. Un pacifismo rinunciatario di oppressi senza speranza, figli del proprio cupio dissolvi autolesionista e delle proprie guerre intestine. Un pacifismo pretesco, mercantilista, bottegaio, monacale, cattolico e post-cattolico. Una iattura verminosa che tenne buoni gli italiani per due secoli, mentre altri paesi europei conquistavano il mondo e mentre in Italia si pensava solo ad un Particulare guicciardinesco diventato religione nemmeno di uno Stato, ma di molti staterelli fessi e pulcinelli. Fino al risveglio del Risorgimento, alla Italia dei Savoia diventata potenza europea, fino alla vittoria nella Grande guerra, assurti i Savoia a seconda monarchia del mondo (caduti lo Zar russo ed il Kaiser tedesco), per poi ovviamente sputtanarsi tutto al tavolo da gioco di un Mussolini diventato da maestro a pedissequo sfigato di Adolf Hitler.
E qui si consuma il trauma definitivo, con l'enunciato demente dell'art.11 della Costituzione più pazza del mondo, dove nelle prime righe si proclama che l'Italia ripudia la guerra, con relativa susseguente supercazzola, ma poi alla riga successiva si dice che ovviamente la guerra si può fare se la fanno gli altri, sia per difendersi che per attaccare, ma se gli altri sono d'accordo (hai visto mai che gli italiani possano prendere decisioni da soli, non sia mai per carità, anche se in effetti con così tante decisioni prese ad cazzum, fino al destino del fascismo nella follia di allearsi coi tedeschi e di entrare in una guerra insensata e suicida, sarebbe stato meglio che le decisioni le avessero già prese gli americani ante litteram).

Ed ecco che il secondo dopoguerra italico diventa il tripudio della lagna pacifistoide, almeno fino al 1989, anno in cui i massimi sponsor dei pacifistoidi all'amatriciana, proprio i russi guardacaso, collassano nel loro regime dittatoriale comunista. Ops, ma tu pensa che strano. E improvvisamente gli italiani si ricordano di essere un paese europeo che può anche giocare un ruolo internazionale non solo commerciale o di pesce in barile, ma anche al tavolo delle potenze che se c'è da fare sul serio ne sono persino piuttosto capaci.
Poi arrivano gli anni duemila, e l'Italia si dota di Forze Armate vere e proprie, e non più quelle di cartongesso della leva obbligatoria, e quindi può partecipare a guerre vere e proprie come Iraq e Afghanistan, dopo le timide apparizioni in Libano, nella Guerra del Golfo e in Somalia.
Sia come sia, si arriva ad oggi, alla guerra in Ucraina, dove l'Italia, ponte storico con una Russia da sempre molto amata dagli italiani (soprattutto di sesso maschile, ma transeat), passa ad essere un alleato intransigente degli USA, e per più di un motivo, giusto o sbagliato che sia.

Ed ecco che sulla TV italiana e sui Social Media impazzano i dibattiti dove i pacifistoidi, in gran parte scomparsi nell'evo ormai trascorso del ventennio post-Twin Towers/11 settembre (anche citandolo sembra lontano e dimentichevole, come in effetti è diventato) sono tornati in un certo qual modo in grande spolvero.

Certamente sospinto dal doppio fattore di perdita di credibilità delle istituzioni occidentali+complesse cause e concause della invasione russa della Ucraina, il morbo pacifistone italico esce dalle ventennali catacombe per rivendicare un pensiero, che seppur morboso, diventa in codeste circostanze anche più che comprensibile e perfino in parte razionale.

Non ci soffermeremo qui sulla saldatura, logica quanto spesso ottusa, tra ribelli sostanzialmente no vax o free vax e filo-putinismo (ne faremo forse oggetto di breve analisi prossimamente su questi schermi), ma analizziamo il fulcro del teorema pacifischio più alla moda tra le masnade, pensanti o meno, dei seguaci famosi e non della banda Santoro-Travaglio-Vauro, con la panchina del rookie narcisista-almodovariano sull'orlo di una crisi di nervi Orsini-Piangini. Per tacer del loro defunto nume tutelare Gino Strada, medico meritevole quanto aedo del deprecabile dogma pacifischio.

In sostanza il credo di costoro è: la guerra è inaccettabile, quindi noi non la accettiamo. Estiquaatsi, direbbe il Grande Capo Estiquaatsi di Lillo e Greg.
Chi glielo spiega a codesti picchi di furbizia volpina che pure se tu non accetti la tua ed altrui attività defecatoria nella tazza del cesso sempre quel materiale lì transita? Chi glielo spiega a codesti vertici di astuzia sopraffina che così come Adolf Hitler non fu possibile fermarlo con la diplomazia può succedere che anche altri regimi, seppur non copie carbone di quello hitleriano, non siano redimibili a parole e a cene di lavoro a botte di spritz Campari? Chi glielo spiega a questi tripudi di scienza dei quanti (ma quanti vaffanculi proprio) che se è vero che fornire armi ai difensori significa alimentare la guerra, non fornire armi ai difensori significa farli sterminare dagli aggressori, comunque più colpevoli?

E soprattutto chi glielo spiega ai nel contempo bizzosi e frignanti pacifischioni che le analisi pur corrette (che vedono gli ucraini non certo come i santi dipinti dalla propagandina yankee-draghistana) non per forza coincidono con le conclusioni, stupide, che postulano una ineluttabile vittoria dei russi, per altro con tesi lunare da analfabeti di Scienze militari? O ancora peggio che vedono inevitabili escalation e conflitti nucleari anche nella pasta e fagioli?

Purtroppo il livello delle discussioni sia in TV che sui Social Media è spesso pessimo, anche se non sempre, va detto: gli analisti seri non mancano. Talune trasmissioni distintesi per diametrale cialtroneria sulla pandemenza coviddesca hanno in alcuni casi virato a migliori consiglieri rispetto ai miserabili venditori di brillantina per capelli unti che FURONO (e speriamo di sentirli ancora nominare solo per le condanne penali) molti televirologi perennemente abbonati al campionato mondiale di BALLE SPAZIALI e di cambio di versione ogni 0,5 secondi netti.

In cauda (non) venenum si dica anche però che altrettanto stolidi sono i guerrafondai a tutti i costi, parimenti ignoranti in materie militari ma pervasi da novello sacro fuoco bellicista ad bestias. Sì, proprio quelli che dan del pazzo o dell'"animale" a Putin, o che lo vorrebbero morto (per mettere chi al suo posto non si sa, ovviamente chi se ne fotte se poi ce ne fosse uno peggiore). Quelli talmente appiattiti sulle favolette della Casabianca da crederci persino (oltre che stare a libro paga). Quelli che, novelli generali La Marmora col berretto piumato, invaderebbero nuovamente la Crimea, oltre che il Donbass, già in gran parte russofilo di sua sponte. Quelli, come il povero Letta Jr., che vorrebbero l'embargo totale sul petrolio e sul gas russo, che tanto con stipendi e prebende pagati dagli italiani benza dell'autoblu e acqua calda di casa a Roma (A SCHIENA) mica è un problema, quindi capirai quanto kazzzzzzo gliene frega.

Ecco, allora su questo i pacifistoidi non hanno poi tutti i torti. La verità è che la realtà non è mai, in questo caso, tutta ucraina o tutta russa: il casino sta sempre nella cosiddetta BUFFER ZONE.
Però così come la verità non è assoluta, ancor meno assoluta è la verità della RELIGIONE.
Quindi cari pacifistoni, così come fa ribrezzo alle teste pensanti la religione vaccinista o la religione bellicista a stelle e strisce, abbiate pazienza, altrettanto schifo alle teste pensanti fa la religione della pace a tutti costi. Soprattutto se il costo è la logica, soprattutto se il costo è la dignità di chi non si voglia piegare ad un sopruso.
Volete piegarvi voi, già genuflessi per indole religiosa? Benissimo, ma che pretendiate che si pieghino altri oltre voi non ci sta.
Godetevi la vostra Caporetto: non è la prima e la ultima di certo non sarà. Per voi, come per tutti i fanatici aderenti acriticamente ad un dogma, Caporetto is a state of mind, come manco New York, e mi perdoni Billy Joel e la sua omonima canzone, che con i fischi pacifischi nulla aveva a che spartire.

Di Lapo Mazza Fontana

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