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Guerra Ucraina, Ue tra Russia e Usa in un conflitto mai terminato

La tragedia dell’Ucraina rientra amaramente e drammaticamente in un gioco tra potenti

Di Pierfranco Faletti

19 Marzo 2022

Guerra Ucraina, Ue tra Russia e Usa in un conflitto mai terminato

Fonte: Unsplash

Nel 1991, dopo il disfacimento dell’URSS, nove delle quindici repubbliche che costituivano l’ex impero sovietico, si associarono nella neonata CSI (Comunità degli Stati Indipendenti) e stabilirono la loro capitale a Minsk, in Bielorussia. Fra di esse, c’erano le tre maggiori Nazioni della Comunità: Russia, Bielorussia e Ucraina. La CSI avrebbe dovuto diventare una specie di Commonwealth, a guida russa, per rappresentare il ruolo internazionale dei principali paesi ex comunisti, nello scenario mondiale. Per questo, la Comunità stabilì subito un rapporto privilegiato con l’Europa, al punto da costituire, come primo atto di politica estera, il Dipartimento per le politiche europee.

Questo processo ebbe poi lo sbocco finale nel 2002 a Pratica di Mare, quando Vladimir Putin, Georges Bush jr. e Silvio Berlusconi, nella veste di Presidente pro tempore del Consiglio UE, siglarono la decisione di allargare il G7 a G8, per far entrare la Federazione Russa e posero le premesse per la costituzione di un Consiglio UE-Federazione Russa e di un eventuale ingresso della stessa Russia nella Nato. In quegli anni si intensificarono conseguentemente i rapporti economici e venne realizzato, a sigillo di tali rapporti, il costoso gasdotto Nord Stream, che trasporta gas dalla Siberia all’Europa.

Ricordo che gli USA avevano, in quei momenti, altre priorità, legate al crollo delle torri gemelle, all’imminente invasione dell’Iraq, alla guerra in Afghanistan e tanto altro ancora, insieme ad un Presidente obiettivamente piuttosto debole. Seguivano pertanto distrattamente questi sviluppi, anche se, essendo sempre molto attenti ai problemi del mercato, continuavano ad essere contrari alla nascita di un’Europa Unita. Il sottoscritto ne fu testimone personale, nel corso degli anni Novanta del secolo scorso, durante gli incontri del Consiglio per le Relazioni Italia-USA, promosso dallo studio Ambrosetti e presieduto allora, per la parte italiana, da Susanna Agnelli.

La controparte americana era composta da eminenti politici ed imprenditori USA che, ben ricordo, esprimevano un orientamento decisamente negativo rispetto alla UE. A loro avviso, infatti, l’Alleanza Atlantica, a guida americana, garantiva già, ai singoli paesi del nostro continente, in assenza di un esercito comune, la massima sicurezza militare attraverso la NATO, mentre l’avvio della globalizzazione economica, dava certezze circa le possibilità di espansione dei vari mercati nazionali.

In effetti invece, un’Europa di 500 milioni di consumatori, con industrie di avanguardia, con un’agricoltura di prim’ordine, con Università d’eccellenza e soprattutto con quello che sarebbe diventato il primo PIL del mondo, sarebbe stato obiettivamente un boccone troppo indigesto per gli americani.

I maligni fanno risalire addirittura a questo timore, il sussurrato sostegno USA, attraverso i buoni uffici della potente ed onnipresente CIA (Central Intelligence Agency) a favore delle iniziative di destabilizzazione, messe in atto nei principali paesi europei, contemporaneamente alla costituzione del mercato unico. Durante gli anni Novanta, infatti, il fenomeno “mani pulite” in Italia, lo scandalo e la defenestrazione di Helmut Kohl in Germania ed anche il tentativo, bloccato dal Governo francese, di colpire Francois Mitterand, potrebbero essere state espressione di un’unica strategia antieuropea. Alcuni anni dopo, sarebbe stato pertanto ancora più inaccettabile, per gli americani, subire un’Europa allargata alla Federazione Russa, che avrebbe rappresentato, nel suo insieme, un miliardo di consumatori ed un PIL totale assai superiore a quello USA. 

Questo scenario, a partire dall’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca nel 2008, ha rappresentato, a mio parere, il vero motivo del contendere, che ha portato gli USA a boicottare costantemente i rapporti tra la UE e la Federazione Russa. Dietro le quinte, era però in agguato un silente e sottovalutato convitato di pietra, di nome Cina, che sarà probabilmente il vero vincitore finale di questa guerra fra i polli di Renzo, di Manzoniana memoria.

La tragedia dell’Ucraina, rientra amaramente e drammaticamente in questo gioco tra potenti. Vezzeggiata a lungo dalle sirene d’Oltre Atlantico, è stata poi colpita al cuore dal contiguo Dittatore Vladimir Putin, accecato dall’ira verso un Occidente ritenuto ambiguo e traditore e desideroso pertanto di una rivincita, che ne riaffermasse il ruolo di grande potenza internazionale. Tutto ciò si sta trasformando purtroppo, nelle barbarie e nelle follie di questi giorni, degne ahinoi, di una delle più traumatizzanti tragedie Shakespeariane.

Di Pierfranco Faletti

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