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Assemblea Onu 2021, Biden: "Decennio decisivo per il nostro mondo"

Il presidente statunitense ha pronunciato il suo primo discorso nelle sede delle Nazioni Unite da quando è in carica. Per Biden "dovremo agire insieme", ma le crisi diplomatiche dicono tutt'altro

21 Settembre 2021

Aereo dirottato a Minsk in Bielorussia, Joe Biden: "Bene sanzioni dalla Ue"

Fonte: lapresse.it

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha parlato davanti all'assemblea generale Onu, mettendo in risalto il fatto che stiamo vivendo un "decennio decisivo per il nostro mondo". Sono tante le sfide che emergono dalle parole del capo di Stato eletto lo scorso gennaio 2021, che si trova ad affrontare una politica estera sempre più vacillante, un mix di crisi diplomatiche con gli alleati storici e gaffes post-ritiro dall'Afghanistan.

Biden schiva il flop politico e parla di ambiamenti climatici e Covid19 

Martedì 21 settembre il presidente statunitense Joe Biden ha tenuto il suo primo discorso ai delegati all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha incluso brevemente alcuni temi del momento, tra cui la pandemia di Covid19, i cambiamenti climatici e il ritiro dall'Afghanistan. Le parole di Biden sono state un'occasione per dichiarare che il mondo si trova in un "punto di svolta nella storia" e deve muoversi rapidamente e in modo cooperativo per affrontare le sfide più importanti.

Poca politica estera, tanta retorica. Senza menzionare direttamente la Cina, Biden ha riconosciuto le crescenti preoccupazioni per le crescenti tensioni tra le due nazioni. Ma ha detto: "Non stiamo cercando una nuova Guerra Fredda o un mondo diviso in blocchi."

Il presidente ha preso però atto della sua decisione di porre fine alla guerra in Afghanistan. Ha anche aggiunto di essere guidato dalla convinzione che "per aiutare la nostra gente, dobbiamo anche impegnarci profondamente con il resto del mondo". 

"L'America è tornata" - ma questo non piace a tutti gli alleati

Biden, che è arrivato a New York lunedì sera per incontrare il segretario generale Onu Antonio Guterres prima del discorso di martedì, ha offerto una piena approvazione della rilevanza e dell'ambizione dell'organizzazione internazionale in un momento difficile della storia. Il presidente statunitense è tornato al suo mantra che "l'America è tornata", una frase che è diventata una scorciatoia retorica per dire che Washington adotterà una linea radicalmente diversa con gli alleati rispetto al predecessore Donald Trump. "Condurremo non solo con l'esempio del nostro potere, ma se Dio vuole con il potere del nostro esempio", ha detto Biden.

Peccato che la situazione in politica estera non sia così rosea come il presidente Biden cerca di affermare. La Francia, esclusa senza preavviso dal patto militare con Australia e Regno Unito nell'Indopacifico (il patto Aukus), ha deciso di ritirare i suoi ambasciatori in segno di protesta. Con la Corea del Nord i negoziati sulle armi nucleari sono fermi al 2019. E la Cina, in tutto questo, risponde piccata che non vuole interferenze usa sugli affari interni. Una situazione difficile, che però sembra toccare poco l'animo di Biden, che procede spedito in barba ai sentimenti degli alleati.

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