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Afghanistan, talebani uccidono poliziotta incinta davanti agli occhi dei familiari

Difficile ricostruire la dinamica dell'accaduto: nessuno parla per timore di ritorsioni

06 Settembre 2021

Afghanistan, talebani uccidono poliziotta incinta davanti agli occhi dei familiari

Fonte: lapresse.it

Orrore nella città di Firozkoh, in Afghanistan, dove i miliziani talebani, nella giornata di ieri, domenica 5 settembre 2021, hanno ucciso una poliziotta incinta di 8 mesi davanti agli occhi dei familiari. I media locali hanno identificato la donna come Banu Negar ma, al tempo stesso, hanno non poche difficoltà nel ricostruire la dinamica della tragedia: in città nessuno parla, la paura di ritorsioni è troppo alta. 

Firozkoh, poliziotta uccisa dai talebani mentre si trovava a casa sua

A denunciare l'omicidio di Banu Negar sono stati gli amici e i familiari della vittima che hanno, purtroppo, assistito a quella che è stata definita come una "barbara uccisione". La donna, che portava in grembo un bambino, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata uccisa a colpi di pistola davanti agli occhi dei suoi parenti, mentre si trovava nella propria abitazione. Lo riferisce l'emittente televisiva britannica Bbc.

La poliziotta, pronta a dare alla luce il proprio figlio, lavorava nella prigione locale di di Firozkoh, come hanno raccontato i familiari, i quali hanno anche fornito alla stessa Bbc alcune foto in cui si vedono chiaramente per tutta la casa schizzi e mura piene di sangue. Per terra invece il cadavere della donna con il volto pesantemente sfigurato. Ma non è questo l'unico caso di violenza contro le donne che si è verificato in Afghanistan nelle ultime settimane. 

Lo scorso sabato i talebani hanno represso, in modo aggressivo, una manifestazione a Kabul con gas lacrimogeni e spray al peperoncino. In questa occasione, stando a quanto riferisce Soraya, una giovane manifestante, diverse donne sono state anche malmenate con i calci dei fucili: "Erano piene di sangue", ha raccontato ai giornalisti.

"Venticinque anni fa, quando sono arrivati, i talebani, mi hanno impedito di andare a scuola", ha detto invece un'altra giovane, la giornalista Azita Nazimi. "Quando sono stati sconfitti ho studiato e lavorato sodo. Non permetteremo che accada di nuovo quello che è successo in passato", ha dichiarato. 

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