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Afghanistan, Merkel come Conte (e gli Usa): "Dialogo coi talebani"

Anche la cancelliera si unisce al coro di richieste di avviare un canale di comunicazione con il nuovo governo afgano. Un'ovvietà di pragmatismo diplomatico, nonostante il miope coro di proteste

25 Agosto 2021

merkel

"La comunità internazionale deve continuare a dialogare con i talebani" tornati al potere per "preservare al massimo i cambiamenti che abbiamo realizzato negli ultimi 20 anni in Afghanistan". Parola di Angela Merkel, che segue così la linea espressa da Giuseppe Conte, Cina, Russia, Turchia e messa già in pratica da anni dagli Stati Uniti d'America. Un'ovvietà di pragmatismo diplomatico, verrebbe da dire, nonostante il coro di proteste che si è alzato soprattutto dal centrodestra italiano. Peccato che le alternative sarebbero due: bombardare i talebani oppure ammettere serenamente che la sorte degli afgani non importa a nessuno. La seconda opzione, nonostante gli stantii e pelosi richiami ai diritti umani, probabilmente piacerebbe anche a molti (ma non al sindaco leghista di Ferrara).

Afghanistan, Merkel chiede dialogo coi talebani all'ultima audizione da cancelliera

Le parole della Merkel sono arrivate durante la sua audizione al Bundestag, il giorno dopo un G7 in cui le insistenze dei leader europei sulla necessità di prolungare la permanenza a Kabul oltre il 31 agosto per garantire le evacuazioni non sono state accettate dal presidente Usa Joe Biden che ha confermato la scadenza. Si tratta probabilmente dell'ultima audizione da cancelliera della Merkel, ormai giunta al termine del suo lunghissimo regno a Berlino. 

Dialogo coi talebani? Un'ovvietà, anche se c'è chi fa l'indignato

Non si tratta certo di una richiesta azzardata. Decidendo di lasciare campo libero ai talebani, è ovvio che ci si debba interfacciare in qualche modo con loro. Chi si sorprende dovrebbe sapere che il ritiro americano deriva proprio da un accordo trattato, negoziato, scritto e firmato dagli Stati Uniti e dai talebani. Per l'esattezza dall'amministrazione di Donald Trump. Dov'erano quelli che ora gridano allo scandalo se si chiede di proseguire quel dialogo? Sì, perché in politica estera e diplomazia il dialogo non significa che si è amici. Significa engagement, fare pressione per tutelare almeno in parte i diritti degli afgani. Senza dialogo gli afgani non vengono certo aiutati di più, anzi vengono abbandonati a loro stessi.

La Germania intende continuare a far partire le persone dall'Afghanistan, ma la cancelliera ha avvertito i suoi colleghi di partito che questo sarà possibile solo fino a che gli Usa saranno presenti. La fine del "ponte aereo" con l'Afghanistan, confermata dal presidente Usa Joe Biden con la scadenza del 31 agosto, non significherà comunque la fine degli sforzi internazionali per proteggere gli afghani, ha detto Merkel. "La fine del ponte aereo tra pochi giorni non può essere la fine degli sforzi per salvare tutte le persone che hanno bisogno di protezione", ha osservato la cancelliera.  

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