Sabato, 29 Gennaio 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Afghanistan, truppe Usa in arrivo a Kabul per permettere di lasciare il Paese ai concittadini americani

Prosegue senza sosta l'avanzata dei Talebani in Afghanistan

14 Agosto 2021

Sarebbero 18 su 34 i capoluoghi di provincia in mano al movimento fondato dal mullah Omar, tutte città cadute nel giro di pochi giorni. Questo secondo quanto riporta l'agenzia Dpa e la tv satellitare al-Jazeera. La Bbc parla invece di almeno un terzo dei capoluoghi del Paese controllati dagli insorti, mentre a Kabul continuano ad arrivare migliaia di sfollati e crescono i timori per la capitale. La Cnn riporta di 17 capoluoghi passati da venerdì scorso sotto il controllo dei Talebani, che potrebbero "isolare" presto Kabul.

Afghanistan, truppe Usa in arrivo a Kabul per permettere di lasciare il Paese ai concittadini americani

Stanno arrivando a Kabul le truppe statunitensi con il compito di aiutare personale diplomatico e altri americani a lasciare l'Afghanistan, mentre i talebani sono accampati a una cinquantina di chilometri dalla capitale afghana, probabilmente in attesa del completamento delle evacuazioni dalle ambasciate. Il capo delle Nazioni Unite ha avvertito che la situazione sta andando fuori controllo con conseguenze devastanti per i civili.

Tra le grandi città finite in mano ai Talebani ci sono quelle di Herat, dove per anni sono stati dispiegati i soldati italiani, Kandahar, culla del movimento fondato dal mullah Omar, e Lashkar Gah, capoluogo della turbolenta provincia meridionale di Helmand. Da nord verso sud, sulla mappa dell'avanzata degli insorti pubblicata da Axios sulla base di dati di al-Jazeera (dove non viene però segnata Pul-i-alam), ci sono anche Faizabad (capoluogo della provincia di Badakhshan), Kunduz (nell'omonima provincia), Taloqan (Takhar), Sheberghan (Jowzjan), Sar-e-Pul (omonima provincia), Aybak (Samangan), Pul-i-Khumri (Baghlan), Ghazni (omonima provincia), Farah (omonima provincia), Qala-e Naw (Badghis) e Zaranj (Nimruz).

Intanto in Italia il ministro degli Esteri Luigi Di Maio spiega in un'intervista al Corriere della Sera che con "la Farnesina stiamo monitorando la situazione 24 ore al giorno, in stretta sinergia con la nostra ambasciata a Kabul, con i ministeri della Difesa e dell'Interno e con la nostra Intelligence". "La priorità è mettere in sicurezza i nostri connazionali", afferma. Che chiarisce: "Non ci sarà un nuovo impegno militare, ma non possiamo pensare di abbandonare dopo 20 anni il popolo afghano".

Per quanto riguarda la nostra ambasciata a Kabul spiega: "Ci stiamo preparando ad ogni evenienza, anche quella dell'evacuazione. Dobbiamo pensare alla sicurezza del personale della nostra ambasciata e dei nostri connazionali. Se sarà necessario, con l'importante aiuto della Difesa, porteremo tutti in sicurezza in Italia, in tempi rapidi". Di Maio chiarisce che "nel caso di evacuazione, l'ambasciata rimarrà operativa da Roma e i fondi destinati al sostegno delle forze di sicurezza afghane potranno essere ri-orientati verso la tutela dei collaboratori delle nostre componenti diplomatiche, militari e civili".

Afghanistan, Talebani: "Amnistia per chi ha collaborato con Kabul"

I Talebani hanno annunciato che concederanno l'amnistia a coloro che hanno collaborato negli ultimi 20 anni con le autorità di Kabul o con le forze internazionali guidate dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato su Twitter il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, in una nota sugli ultimi sviluppi nel Paese. Mujahid ha descritto l'avanzata come una dimostrazione della ''popolarità'' che gli insorti godono tra la popolazione afghana. La conquista di 18 capoluoghi di provincia in una settimana, ha fatto notare, ''non è possibile con l'uso della forza''.

''Le regione e le province che sono finite sotto il controllo dell'Emirato Islamico sono una prova di fatto della popolarità e dell'accettazione che ci riserva la nazione, perché un progresso tanto grande e rapido non sarebbe stato possibile con la forza'', ha detto il portavoce talebano. Rivolgendosi a coloro che hanno collaborato con Kabul e l'Occidente, Mujahid ha detto che ''le braccia dell'Emirato Islamico sono aperte a loro''.

Intanto Stati Uniti e altri Paesi europei stanno accelerando le pratiche per evacuare gli afghani che hanno collaborato con loro negli anni e le loro famiglie.

Mentre sono in corso le procedure per rimpatriare lo staff delle ambasciate internazionali a Kabul, i Talebani hanno garantito che il personale diplomatico e i civili afghani non sono un obiettivo degli insorti. Anzi, i Talebani ''proteggeranno le loro vite, proprietà e attività. E creeranno un ambiente sicuro per la propria nazione amata, nessuno si deve preoccupare di questo''. Per questo, ha proseguito Mujahid, ''connazionali o stranieri, non solo saranno tutti sani e salvi nell'Emirato Islamico, ma anche godranno di una atmosfera sicura''.

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x