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Smart working, Google dice sì allo stipendio ridotto

Tra le motivazioni, il costo della vita inferiore. E in Italia?

10 Agosto 2021

Smart working, Google dice sì allo stipendio ridotto

Fonte: lapresse.it

Lo smart working è una modalità di lavoro che esiste da tempo, ma solo da poco è entrata nella vita di molti italiani. Oggi si discute se ai lavoratori a distanza debba essere ridotto lo stipendio, mentre negli Stati Uniti le grandi compagnie hanno già preso la loro decisione: sì ai tagli per chi lavora da casa.

L'esperimento si sta svolgendo nella Silicon Valley, la culla dell'innovazione americana che spesso detta le regole del mondo del lavoro di domani. L'annuncio di Google arriva ad agosto, seguito da altri due giganti tech come Facebook e Twitter. Il calcolo, secondo quanto annunciato dalle aziende, si basa sul costo della vita inferiore dei dipendenti che vivono in zone meno costose. Il problema, però, sorge quando questi sono lavoratori pendolari: tanti, infatti, i rientri in ufficio di chi ha sempre affrontato lunghi viaggi per andare a lavoro, e aveva inizialmente scelto lo smart working.

Smart working, Google dice sì allo stipendio ridotto

Per ora, non tutti nella Silicon Valley hanno seguito le orme di Google. Aziende più piccole tra cui Reddit e Zillow sono passate a modelli retributivi indipendenti dal domicilio, puntando su altri dettagli nel processo di assunzione, come la fidelizzazione e l'inclusione.

"I nostri pacchetti di compensazione sono sempre stati determinati dalla posizione e paghiamo sempre una fascia sopra rispetto alla media della località in cui il lavoratore si trova", ha rassicurato un portavoce di Google, aggiungendo che la retribuzione differirà da città a città e da stato a stato. Un altro dipendente di Google ha raccontato che tornerà in ufficio nonostante le 2 ore di tragitto, perché vedrebbe la sua paga tagliata di circa il 10% lavorando da casa a tempo pieno. "È un taglio di stipendio troppo alto. Non ho lavorato duramente tutti questi anni per essere promosso e poi vedermi tagliato lo stipendio", hanno detto.

Jake Rosenfeld, professore di sociologia alla Washington University di St. Louis che studia l'andamento dei salari degli americani, ha affermato che la struttura retributiva di Google solleva allarmi su chi subirà gli impatti più acuti, comprese le famiglie. "Ciò che è chiaro è che Google non deve farlo", ha detto Rosenfeld. "Google ha pagato questi lavoratori al 100% del loro salario precedente, per definizione. Quindi non è che non possano permettersi di pagare i loro lavoratori che scelgono di lavorare da remoto".

Secondo i nuovi calcoli retributivi di Google, un dipendente che vive a Stamford, nel Connecticut (a un'ora di treno da New York) verrebbe pagato il 15% in meno se lavorasse da casa, mentre un collega dello stesso ufficio che vive nella metropoli non vedrebbe alcun taglio lavorando da casa. Le interviste con i dipendenti di Google indicano tagli salariali fino al 25% per il lavoro a distanza se hanno lasciato San Francisco per un'area quasi altrettanto costosa dello stato come Lake Tahoe.

Smart working, stipendio ridotto anche in Italia?

In Italia non sono ancora emersi casi eclatanti di riduzione dello stipendio in caso di lavoro da remoto. Anzi. Secondo un recente sondaggio realizzato da Fim Cisl lo smart working è considerato dagli italiani una modalità positiva di lavoro proprio perché consente maggiore autonomia in termini di orari.

Nel report, quasi la metà degli intervistati si è detto soddisfatto dell’esperienza di lavoro da remoto con un 58% che chiede però una modalità mista tra lavoro a casa e in presenza: per esempio, 3 giorni a casa e due in ufficio. Secondo le previsioni delle imprese europee, il lavoro da casa è destinato a diventare la norma fino al 2024, con un terzo (29%) dei propri dipendenti che continuerà a lavorare da casa. Secondo gli ultimi dati della Flexible Work and Rewards Survey condotta da Willis Towers Watson il 94% delle aziende a livello globale pagherà i dipendenti che lavorano da remoto quanto quelli che lavorano in ufficio. Solo il 6% regolerà la retribuzione in base al luogo di lavoro.

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