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Prete ucciso in Vandea, l'immigrato killer aveva dato fuoco alla cattedrale di Nantes

L'uomo di origini ruandesi si è costituito alla gendarmeria di Mortagne-sur-Sevre confessando l'uccisione del prete cattolico

09 Agosto 2021

Gendarmeria francese

Il killer si è costituito alla gendarmeria francese

Lunedì di sangue per la Francia, siamo più precisamente in Vandea, dove un uomo di origini ruandesi ha ucciso un prete, per poi confessare l'omicidio alle forze dell'ordine nella mattinata di oggi 9 agosto. L'assassino si trovava già sotto controllo giudiziario, dopo che nel luglio 2020 aveva appiccato il fuoco alla cattedrale di Nantes. Per essersi presentato spontaneamente alle forze dell'ordine e in base ai suoi precedenti l'uomo si trova ora in stato di fermo e gli inquirenti che stanno lavorando sul caso potrebbero avvalorare la tesi dei disturbi psichiatrici.

Prete ucciso in Vandea, l'omicida aveva già appiccato il rogo a Nantes la scorsa estate

Un cittadino di origini ruandesi ha ucciso il sacerdote Olivier Maire, 60 anni. Lo riporta un tweet del ministero dell'Interno Francese, Gerald Darmanin, che dopo avere appreso dell'omicidio avvenuto nella mattina di lunedì 9 agosto, si è recato sul luogo del delitto per verificare la situazione. L'assassino è un immigrato entrato in Francia in condizioni di illegalità, e per questo il ministro Darmanin è intervenuto per analizzare il caso insieme alle forze dell'ordine e ai soccorsi, che però nulla hanno potuto fare una volta trovato il corpo ormai senza vita del prete. "Tutto il mio sostegno va ai cattolici del nostro Paese", scrive Darmanin su Twitter, e ha descritto il delitto come un "drammatico assassinio".

Olivier Maire è stato brutalmente ucciso, ma il suo assassino ha avuto rimorsi immediati e si è consegnato alle forze dell'ordine. "Un uomo si è presentato questa mattina e ha detto di aver ucciso un sacerdote", ha riportato uno degli ufficiali della gendarmeria di Mortagne-sur-Sevre. Al momento non ci sono informazioni sul futuro dell'assassino, si sa però che si tratta di un cittadino originario del Ruanda, che già da tempo era sotto il mirino della polizia d'Oltralpe. Sarebbe stato proprio lui infatti ad appiccare il fuoco alla cattedrale di Nantes a luglio 2020. Con queste accuse era stato messo sotto controllo giudiziario, ma pare che il crimine dello scorso anno non fosse sufficiente per un'estradizione ufficiale dal paese.

Prete ucciso in Vandea, Le Pen: "In francia si può uccidere senza essere espulso"

Secondo quanto riportato dai media locali, è stato l'assassino ruandese a indicare il luogo del delitto e la posizione del corpo della vittima. Le forze dell'ordine, una volta ricevuta la confessione, hanno messo in stato di fermo l'uomo e hanno poi rinvenuto il cadavere del prete a Saint-Laurent-sur-Sèvre, località a 20km da Cholet. A seguito del tweet del ministero degli interni, si sono scatenate le polemiche sui social media.

L'omicida ruandese era già pregiudicato, e dopo l'incendio doloso ha ammazzato un prete locale. In molti si chiedono dunque come mai un tale soggetto non sia stato espulso dal paese. Si fa sentire subito la voce (digitale) di Marine Le Pen, che sempre su Twitter scrive: "In Francia si può essere clandestino, incendiare la cattedrale di Nantes, non essere mai espulso, ed essere recidivo con l'assassinio di un prete". La leader di Rassemblement National ha colto l'occasione di questo tragico evento per lanciare un'invettiva contro il governo francese, e accusa senza mezzi termini la gestione del ministro degli Interni: "Quello che succede nel nostro Paese è di una gravità senza precedenti - ha detto Le Pen nel tweet - è il fallimento completo dello Stato e di Darmanin". Uno scontro a colpi di tweet a cui anche Darmanin ha risposto subito, spiegando che lo straniero "non poteva essere espulso nonostante il suo arresto, fino a quando era sotto sorveglianza giudiziaria". 

Resta comunque la tragica morte di Olivier Maire e le gravi accuse contro l'immigrato ruandese. Gli inquirenti al momento stanno seguendo la pista dei disturbi psichiatrici, in quanto non pare esserci un movente legittimo che giustificherebbe l'incendio dell'anno scorso e l'omicidio appena confessato.

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