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Cuba, per Cina e Russia dietro le proteste ci sono gli Usa. Castro pensa al golpe

Continua il caos nel paese centramericano. Pechino e Mosca, gli alleati di L'Havana, vedono la mano americana dietro le proteste. La famiglia Castro pensa invece a un golpe militare per ristabilire l'ordine

15 Luglio 2021

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la presse

Cuba torna al centro della mappa geopolitica globale. Le inattese proteste degli ultimi giorni stanno creando infatti problemi non solo sul fronte interno ma anche tensioni a livello internazionale. Da una parte, gli Stati Uniti osservano con attenzione. Dall'altra, Cina e Russia accusano Washington di essere dietro le proteste. Gli unici veri alleati dell'isola socialista sono convinti che gli Usa abbiano deciso di mettere fine al lungo regno di sinistra filo cinese e filo russo per arrivare ad avere un governo amico.

Cuba, la Russia accusa: "Rivoluzione colorata pagata dagli Usa"

"Gli Stati Uniti stanno cercando di fomentare una rivoluzione colorata a Cuba, aggravando le condizioni economiche dei cittadini per favorire un cambio di regime", ha dichiarato esplicitamente la portavoce del Cremlino, Maria Zakharova. Secondo la collaboratrice del presidente Vladimir Putin, Washington ha più volte creato artificialmente crisi economiche in altri Paesi per poi incolpare i governi in carica e ha affermato che, se gli Stati Uniti sono preoccupati per la situazione umanitaria a Cuba, possono essere d'aiuto "rimuovendo l'embargo che fin dall'inizio è stato condannato dall'intera comunità internazionale". 

Cuba, la Cina: "Crisi economica e proteste causate dagli Usa"

La Cina punta invece sul lato economico. "Come ha sottolineato la parte cubana, l’embargo statunitense è la causa principale della carenza di medicine ed energia a Cuba", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, aggiungendo che il leader cubano ha mostrato comprensione, visitando i manifestanti “e ha ascoltato la voce della gente”. Zhao ha inoltre citato la risoluzione approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a giugno per rimarcare come  “la voce universale della comunità internazionale” chiede la fine dell’embargo. Pechino non poteva trovare un pretesto migliore per tornare a criticare il doppio standard americano. Senza freni, su Twitter, il caporedattore del Global Times Hu Xijin, ha condannato l’ipocrito sostegno di Biden al popolo cubano: “La sofferenza dei cittadini cubani è causata dagli Stati Uniti. Tu te ne sei dimenticato, ma il mondo no".

Cuba, il fratello di Fidel Castro pensa al golpe militare

Nel frattempo, secondo quanto sostengono diverse fonti, a Cuba si starebbe pensando anche a un golpe militare. In particolare ci starebbe pensando il fratello di Fidel Castro, Raul Castro, che aveva ceduto il potere a Miguel Diaz-Canel solo poco tempo fa. Raul starebbe appunto cullando il progetto di un colpo di stato militare. Uno sviluppo che bloccherebbe tutte le aperture degli ultimi anni, peraltro già rallentate dalla chiusura al dialogo da parte di Donald Trump, e riporterebbe indietro le lancette dell'orologio per Cuba. 

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