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Green Deal, Ue: stop benzina entro 2035 e chi inquina paga

La Commissione europea ha presentato i piani per la riduzione delle emissioni, ecco cosa l'Ue chiede di tassare

14 Luglio 2021

Green Deal, Ue: stop benzina entro 2035 e chi inquina paga

L'Ue ha presentato oggi mercoledì 14 luglio il pacchetto di proposte per rendere il Green Deal una realtà. Tra le misure proposte, lo stop alla benzina entro 2035 e soprattutto tante tasse. In poche parole: chi inquina paga. 

La Commissione europea ha elencato le misure concrete che possono portare i paesi dell'Unione a raggiungere gli obbiettivi del Green Deal, il maxi piano che punta a ridurre le emissioni nocive e implementare le strategie per rispondere all'emergenza climatica. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato le misure, affermando: "Il Green Deal Ue è il nostro modello di crescita, alimentato da innovazione, energia pulita ed economia circolare. La legge sul clima rende i nostri obiettivi climatici obblighi legali. Ora l'Europa è il primo continente a presentare un'architettura completa per soddisfare le nostre ambizioni climatiche"

Green Deal, Ue: stop benzina entro 2035 e chi inquina paga

Che cosa potrebbe prevedere allora il Green Deal? Tra gli obiettivi elencati da Bruxelles per ridurre l'inquinamento e le emissioni c'è un maggiore carico fiscale sui combustibili. In particolare, si punta a passare dalla tassazione dell'energia basata sui volumi a una basata sul contenuto energetico dei combustibili. Nella simulazione effettuata dall'Unione con il nuovo sistema, che dovrebbe entrare in vigore gradualmente dal 2023, la tassazione minima sulla benzina passerebbe da 0,359 a 0,385 centesimi al litro e quella sul diesel da 0,330 a 0,419 centesimi al litro. Al contrario, ha continuato la presidente, le imposte minime sull'elettricità caleranno da un euro a Megawatt/ora a 58 centesimi.

Un'altra strategia indicata dalla Commissione riguarda l'eliminazione di tutte le auto a combustibile entro il 2035. L'intenzione, secondo quanto previsto da una delle direttive, è di raggiungere gradualmente questo obbiettivo di pari passo con la creazione di un nuovo mercato della CO2 per il trasporto su gomma e per gli edifici. Gli introiti saranno quindi desinati a un fondo sociale per clima, dal valore stimato di 70 miliardi in 7 anni. Con le finanze accumulate l'Ue prevede quindi di cofinanziare al 50% i regimi di incentivazione nazionale per l'acquisto di auto a zero emissioni e la riqualificazione energetica degli edifici.

L'Ue ha inoltre dichiarato che potrebbe venir introdotta una nuova tassa sul contenuto di CO2 dei prodotti delle industrie a più alte emissioni per tutelare le aziende europee dalla concorrenza di economie con norme ambientali meno severe. Il meccanismo punta a entrare in piena operatività dal 2026 e riguarderà settori come  quelli di ferro e acciaio, cemento, elettricità, alluminio e fertilizzanti. Il prezzo della CO2 sarà allineato a quelli del mercato del carbonio europeo.

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