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Elezioni Francia 2021, flop di Macron e Le Pen. I Repubblicani sognano l'Eliseo

Anche il secondo turno delle Regionali francesi si è concluso con una brutta sconfitta per i candidati vicini a Macron e Le Pen. E la destra moderata, che sembrava morta, si rilancia

28 Giugno 2021

macron

la presse

Come era già successo domenica scorsa, ancora una volta le elezioni regionali francesi hanno restituito un verdetto molto duro per Emmanuel Macron e Marine Le Pen: i loro candidati a livello locale non funzionano. Un voto che può avere un effetto anche sulle presidenziali del 2022, che ora improvvisamente non sembrano più essere chiuse solo a una corsa a due. Anzi, i partiti tradizionali riguadagnano spazio e speranze.

Elezioni regionali Francia: Marine Le Pen ko ovunque

Il primo grande vincitore della tornata elettorale è l'astensionismo, che arriva al livello record del 66%. Imbarazzante. Il Rassemblement National (Rn) della leader ultra-nazionalista Le Pen che punta all'Eliseo non ha conquistato neanche una regione tra quelle in ballo. Gli occhi erano puntati sulla Provenza-Alpi-Costa Azzurra (Paca), che comprende Marsiglia e Nizza, dove i sondaggi prevedevano una lotta serrata tra ex 'fratelli': il candidato di Rn, Thierry Mariani (ex Les Republicains), contro il l'esponente di LR, Renaud Muselier, risultato il vincitore.

Elezioni regionali Francia, torna il Fronte Repubblicano

Ad aiutarlo, il ritiro dei candidati di sinistra, una riproposizione del 'Fronte Repubblicano' già visto nelle elezioni presidenziali del passato per bloccare l'estrema destra. A vincere è stata "la logica dell'unità", ha esultato Muselier; tutta colpa di "alleanze innaturali", si è lamentata Le Pen, sottolineando che "la mobilitazione è la chiave" per le vittorie future. Nella regione dell'Ile-de-France il giovanissimo candidato di Rn, Jordan Bardella, astro nascente del partito, non ha potuto fare nulla di fronte alla candidata conservatrice Valerie Pecresse.

Elezioni regionali Francia, flop totale anche per Macron

Se Sparta piange, Atene non ride. Flop infatti anche per il partito del presidente Emmanuel Macron: non è riuscito a vincere in nessuna delle 13 regioni in ballo e si ferma a 7% dei voti su scala nazionale, un chiaro segnale della mancanza di radicamento sul territorio per la 'creatura' del capo dell'Eliseo, con cui ha conquistato la scena politica nel 2017. Come ha sottolineato il delegato generale de la Republique en Marche (LRem), Stanislas Guerini, è "una delusione per la maggioranza presidenziale".

Elezioni presidenziali Francia 2022, Xavier Bertand spaventa Macron e Le Pen

A esultare è solo il nuovo peso massimo della destra gollista, Xavier Bertrand, confermato alla guida della Hauts-de-France; una vittoria che gli permette di rafforzare la sua credibilità come candidato per l'Eliseo: "Questo risultato mi dà la forza di uscire e incontrare tutti i francesi", ha commentato. Soddisfatto anche il fronte della sinistra, con i socialisti (Ps) che in diverse regioni si sono alleati con ecologisti (Eelv) e l'estrema sinistra di Insoumis. "C'è una sinistra che si sta riconquistando uno spazio", ha sostenuto il segretario nazionale del Ps, Olivier Faure, guardando al suo partito come una "forza trainante" che deve "riunire tutta la sinistra e gli ambientalisti per poter andare verso le elezioni presidenziali". 

Il panorama del voto francese del 2022 torna a essere incerto. Macron e Le Pen dovranno sudare per vincere.

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