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Covid, ora l'Oms si 'inventa' la variante Delta: "È pronta a prendere piede"

La variante nata in India minaccia l'Europa, direttore regionale Oms preoccupato

10 Giugno 2021

Covid, ora l'Oms si "inventa" la variante Delta: "È pronta a prendere piede"

Fonte: lapresse.it

La nuova variante Delta del Covid, così come è stata nominata, rischia di far piombare il mondo ai tempi della prima ondata di contagi globale. È quanto emerge dal discorso del direttore dell'ufficio regionale dell'Oms in Europa Hans Kluge. Secondo quanto riportato dall'esperto, la nuova variante è preoccupante perché "mostra una maggiore trasmissibilità e una certa fuga immunitaria". Ma non solo: le fasce più vulnerabili della popolazione non sono ancora protette dal vaccino, come nel caso dei 60enni europei. Questi due elementi sarebbero sufficienti alla ripresa dei contagi.

Covid, la variante Delta preoccupa. "Non siamo fuori pericolo"

Alla variante Delta è associata la seconda ondata di contagi in India, ma è già stata trovata nel Regno Unito e nel nostro continente. Questa variante di SARS-CoV- 2 avrebbe una trasmissibilità del 50% in più rispetto alla variante Alfa (tracciata per la prima volta nel Regno Unito).

Per questo motivo, sottolinea Kluge, non bisogna abbassare l'attenzione. "A partire da questa settimana, circa 36 Paesi su 53 nella Regione europea stanno allentando le restrizioni a seguito del calo dei casi Covid. Mentre dovremmo tutti riconoscere i progressi compiuti nella maggior parte dei Paesi dell'area, dobbiamo anche riconoscere che non siamo affatto fuori pericolo", ha aggiunto.

L'Oms in Europa chiede attenzione, e maggiore cautela nei confronti delle riaperture. Questo non significa una chiusura nei confronti delle riaperture, ma un invito a non abbassare la guardia. Anche negli Stati Uniti sono stati rilevati dei casi, soprattutto tra i giovanissimi tra i 12 e i 20 anni

Covid e varianti, Kluge: "Godersi l'estate' ma farlo in sicurezza"

La situazione dei contagi in Europa rimane positiva, anche a fronte dei successi delle campagne vaccinali. L'Oms invita ad accelerare questa tendenza, in modo da raggiungere l'80% di copertura della popolazione europea. A oggi solo il 17% degli europei ha ricevuto la seconda dose di vaccino, mentre il 30% delle persone vaccinate dovrà completare il ciclo durante l'estate.

Ma c'è grande preoccupazione anche per lo stato delle campagne vaccinali negli altri continenti. I funzionari sanitari sono preoccupati che la devastazione del Covid in Africa possa essere simile o peggiore di quella dell'India, che ha un sistema sanitario più solido rispetto a molti paesi africani. In Nigeria, per esempio, solo lo 0,1% dei 200 milioni di abitanti ha ricevuto il vaccino.

Il meeting settimanale Oms in Europa si è concluso evidenziando i dati positivi della situazione, dove l'estate ha influito sulla diffusione dei contagi. Ma non mancano accenni sulle "lezioni" che l'Europa dovrebbe imparare dall'attuale crisi sanitaria. "Se vogliamo evitare un'altra ripresa della pandemia dopo l'estate", riprende Kluge, "dobbiamo prendere in considerazione le lezioni dell'anno scorso: agire rapidamente sui segnali di aumento dei casi, ampliando i test e il sequenziamento; intensificando il tracciamento dei contatti". Il fulcro del discorso è 'godersi l'estate' ma farlo in sicurezza".

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