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Aereo italiano bloccato negli Emirati Arabi: Farnesina convoca ambasciatore

L'aereo militare con direzione Herat è stato costretto a una sosta forzata di tre ore. A bordo anche 40 giornalisti, la Farnesina ha già convocato l'ambasciatore degli Emirati Arabi

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Nella mattina di martedì 8 giugno l'aereo militare, un Boeing 767, dell'aeronautica militare italiana è rimasto bloccato a Dammam per circa tre ore dopo che gli Emirati Arabi Uniti non hanno concesso l'attraversamento nel loro spazio aereo. L'aereo militare era partito da Pratica di Mare e diretto ad Herat, in Afghanistan, dove era prevista la cerimonia dell'ammaina bandiera. Avvenimento simbolo del ritiro delle truppe italiane dal paese medio orientale dopo la loro lunga travagliata presenza in Medio Oriente.

Aereo militare italiano bloccato negli Emirati Arabi

Dalla Farnesina l'ordine di convocare l'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti Omar Al Shamsi per chiarimenti sull'accaduto. Il segretario generale del ministero degli Esteri, ambasciatore Ettore Sequi ha dichiarato in una nota della convocazione "la sorpresa e il forte disappunto per un gesto inatteso che si fa fatica a comprendere".

Dopo la sosta forzata, il piano di volo ha ripreso il suo corso e il Boeing ha proseguito il viaggio per Herat, lasciando l'aeroporto di Dammam. Non solo truppe ma anche diversi giornalisti a bordo dell'aereo militare diretto in Afghanistan. Una volta atterrati, il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha porto le sue scuse a comandante e passeggeri per l'imprevisto del blocco forzato al volo militare.

Aereo italiano bloccato negli Emirati Arabi: era diretto in Afghanistan 

Termina dunque dopo quasi 20 anni la missione italiana in Afghanistan ed è ammainata ufficialmente la bandiera del contingente italiano ad Herat. Rimangono ancora quella albanese e americana. Secondo quanto dichiarato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, le truppe americane si ritireranno dal paese entro metà luglio, in anticipo rispetto alla data inizialmente prevista dell'11 settembre, giornata simbolica per il terrorismo negli Usa.

Durante la cerimonia di ammaina-bandiera, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha dichiarato che l'Italia accompagnerà l'Afghanistan "nelle attività in campo economico e civile". E ha aggiunto "non vogliamo che l'Afghanistan torni ad essere un luogo sicuro per i terroristi". Parole che ricordano quanto dichiarato a maggio dal ministro degli Esteri, Luigi di Maio, che a proposito del ritiro delle truppe dall'Afghanistan aveva detto "non abbandoneremo mai il popolo afghano, che continueremo ad aiutare anche di più con progetti di cooperazione allo sviluppo. Presente alla cerimonia anche il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, che ricorda i militari italiani caduti in Afghanistan, "il vostro e il loro sacrificio ha dato risultati a livello internazionale".

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