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Tel Aviv, razzi sulla città. Strage a Gaza: colpita casa capo Hamas. Bombe sfiorano sede rifugiati Onu

Attesissimo l’incontro tra l'inviato americano Hady Amr e il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz su un possibile cessate il fuoco

16 Maggio 2021

Israele gaza

Il mondo aspetta senza soddisfazione una tregua per i combattimenti fra Israele e Hamas. Ma sembra che la calma sia ancora lontana. Dopo gli attacchi di sabato notte lanciati da Gaza verso l'area di Tel Aviv, stamattina Hamas ha ripreso a bombardare senza sosta le zone israeliane più vicine alla Striscia.

Tel Aviv, pioggia di razzi sulla città: LO SCONTRO 

Il ministero della sanità di Gaza riferisce che negli ultimi attacchi 5 civili sono morti e 40 sono rimasti feriti. Sono stati 130 i razzi lanciati da Gaza su Israele, compresi quelli su Tel Aviv e nel centro del Paese. L’aviazione israeliana ha provato distruggere la rete di bunker militari allestiti da Hamas. 

Il conto è agghiacciante: in una settimana a Gaza sono rimasti uccisi sotto i colpi dell'aviazione israeliana 174 palestinesi ed altri 1.200 sono stati feriti. Fra le vittime figurano 47 bambini. A renderlo noto è il ministero della sanità di Hamas citato dai media, dopo gli scontri di sabato notte. 

Particolarmente pesanti i bombardamenti condotti sabato notte da Israele contro edifici situati nella via al-Wahda di Gaza: questi hanno causato la morte di 23 persone, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa palestinese Maan, mentre i soccorritori sono ancora impegnati a scavare fra le macerie. I feriti sono oltre 50, secondo l’agenzia. Maan precisa che una intera famiglia è stata uccisa dalle bombe.

Tel Aviv, a Gaza le bombe sfiorano sede rifugiati Onu

"Dio aiuti il popolo di Gaza. Negli ultimi 45 minuti il bombardamento più pesante vicino all'edificio con i nostri uffici dell'Unrwa". Così, intorno all'1 di questa notte, Matthias Schmale, direttore dell'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), dava conto del massiccio attacco israeliano su Gaza City che ha sfiorato anche la sede dell'agenzia Onu.

Il premier Benyamin Netanyahu - rispondendo implicitamente a critiche dagli Stati Uniti - ha osservato che "mentre Hamas colpisce intere città in Israele, Israele si sforza al massimo di non colpire a Gaza persone non coinvolte nei combattimenti". Il premier ha aggiunto che le operazioni militari proseguiranno "per quanto necessario", lasciando intendere che per ora Israele non è interessato a un cessate il fuoco.

Quella di oggi , domenica 16 maggio, potrebbe però essere una giornata decisiva sul fronte diplomatico, con un incontro in Israele fra l'inviato americano Hady Amr e il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz su un possibile cessate il fuoco e la riunione a New York del Consiglio di sicurezza Onu.

In vista della riunione Onu, domenica mattina Israele ha riunito il Gabinetto di sicurezza del governo che affronta la situazione con la Striscia, per decidere i prossimi passi da intraprendere. La riunione è in corso: secondo alcuni media, riporta Times of Israel, alcuni ministri presenti alla riuione invitano a concludere presto le operazioni.

Nel frattempo, l'inviato di Biden Hady Amr ha avviato il suo giro di incontri vedendo il ministro della difesa Benny Gantz: il suo obiettivo è una de-escalation del conflitto.

Sul fronte militare, un portavoce israeliano ha spiegato che dall'inizio del conflitto da Gaza sono stati lanciati verso Israele 2.900 razzi, ma 450 di essi si sono rivelati difettosi e sono caduti all'interno della Striscia. Le batterie Iron Dome hanno intercettato 1.150 razzi. Altri ancora sono caduti in zone aperte. Nelle ultime 24 ore, secondo il portavoce, Israele ha colpito a Gaza 90 obiettivi di Hamas e della Jihad Islamica.

Tra gli obiettivi colpiti anche l’abitazione del capo dell'ufficio politico di Hamas nella Striscia di Gaza, Yahya Sinwar. L'esercito «ha attaccato le case di Yahya Sinwar e di suo fratello Muhammd, un attivista terrorista», ha scritto l'esercito su Twitter, dove ha pubblicato un video che mostra una casa distrutta. L'esercito non ha specificato se al momento dell'attacco Sinwar si trovasse in casa. "Entrambi gli edifici - ha specificato l'esercito - erano utilizzati come infrastrutture militari da parte dell'organizzazione terroristica di Hamas".

L’esercito israeliano, con un post su Twitter, è tornato a parlare dell’abbattimento della torre dei media internazionali a Gaza. "Ieri abbiamo preso di mira un'importante base operativa per le informazioni militari di Hamas nella Torre di Al Jala a Gaza", si legge nel post che spiega i motivi della distruzione della torre dei media di Gaza, dove avevano sede anche le redazioni locali dell'agenzia Associated Press e di Al Jazeera.

Secondo l'esercito di Israele, nella base ospitata nella torre sono state raccolte "informazioni per gli attacchi contro Israele", prodotte armi e posizionate attrezzature per ostacolare le operazioni dell'esercito.

"Abbiamo avvertito i civili nell'edificio del nostro attacco preoccupati per la loro sicurezza e abbiamo dato loro abbastanza tempo per evacuare l'edificio in sicurezza. Hamas e la Jihad islamica hanno utilizzato questo tempo per portare le loro cose fuori dall'edificio". Ma, aggiunge l'esercito, "eravamo disposti a pagare quel prezzo per non danneggiare alcun civile".

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