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Sassoli: "Russia e Putin cercano nemici in Europa per placare i disagi interni"

Il presidente del Parlamento europeo è stato recentemente inserito nella blacklist delle personalità a cui non è permesso entrare in Russia

03 Maggio 2021

Sassoli: "Russia e Putin cercano nemici in Europa per placare i disagi interni"

Fonte: lapresse.it

La Russia di Vladimir Putin ha inserito David Sassoli e altri esponenti dell'Unione europea nella blacklist delle personalità a cui non è permesso entrare in nel Paese. Lo ha fatto come rappresaglia dopo le restrizioni a esponenti del Governo di Mosca da parte della Ue in seguito alle repressioni delle manifestazioni in favore di Alexei Navalny. "Quando i sistemi autoritari sono in difficoltà hanno bisogno di trovare i nemici per cercare di placare il disagio sociale interno", ha commentato Sassoli. "Cercano di scaricare sull'Unione il peso della loro grave crisi economica che non consente a una parte rilevante della popolazione di mettere insieme il pranzo con la cena. La loro iniziativa è un segno di debolezza. E, in questo momento, denota anche una mancanza di lucidità".

Sassoli: "Russia e Putin cercano nemici in Europa per placare i disagi interni"

Il presidente del Parlamento europeo ha parlato in un'intervista a 'La Stampa'. Infatti, continua, "l'azione delle istituzioni europee a tutela dei diritti umani conta al punto da provocare reazioni pesanti come questa. A dispetto di quanti sottovalutano le capacità dell'Europarlamento di incidere in politica estera, questa vicenda dimostra che le nostre prese di posizione hanno grande eco nei dibattiti internazionali. Ecco perché continueremo a sostenere con forza che Alexei Navalny debba essere liberato".

La Russia "in risposta alle misure limitative introdotte il 2 e il 22 marzo di quest’anno nei confronti di sei cittadini russi" ha sanzionato il presidente del Parlamento Ue David Sassoli e altri 7 responsabili europei, si leggeva in una nota del Cremlino. Per loro sarà vietato l'ingresso nel Paese. La notizia è stata riportata dall'agenzia Interfax. La ritorsione è da leggere come risposta presa contro le misure adottate dalla Ue in difesa dell’oppositore russo Alexei Navalny.

Caso Navalny, Russia inizia rappresaglia all'Ue: sanzioni a Sassoli e altri esponenti

Come ha riportato il Corriere della Sera, il 2 marzo il Consiglio Europeo aveva imposto misure restrittive nei confronti di Alexander Bastrykin, capo del comitato investigativo della Federazione russa, Igor Krasnov, procuratore generale, Viktor Zolotov, capo della guardia nazionale, e Alexander Kalashnikov, capo dell’amministrazione penitenziaria federale. Tutti erano stati accusati dell’arresto arbitrario, nel processo e nella condanna di Alexei Navalny. Ai sei sono state attribuite inoltre le repressioni delle proteste pacifiche legate al trattamento illegale riservato appunto a Navalny.

Sempre a marzo l’Europa aveva decretato sanzioni contro esponenti di Cina, Corea del Nord, Libia e Russia responsabili di violazioni dei diritti umani. Mosca era stata colpita per la repressione ai danni dei dissidenti e di esponenti del movimento Lgbt in Cecenia. Strasburgo aveva disposto, oltre al divieto di viaggio, anche il congelamento di alcuni beni.
 
La risposta del Cremlino è molto più grave, in quanto va a colpire il rappresentante politico più elevato dell’Europarlamento. Oltre a Sassoli il divieto di ingresso in Russia è stato disposto nei confronti di Vera Jourova, vice presidente della Commissione Ue per i valori e la trasparenza, Ivars Abolins, presidente del National Electronic Media Council della Lettonia, Maris Baltins, direttore del National Language Centre della Lettonia, Jacques Maire, membro della delegazione francese all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Jorg Raupach, capo dell’ufficio del procuratore di Berlino, Asa Scott, capo del laboratorio di sicurezza chimica, biologica e nucleare, Total Defence Research Institute, Svezia e Ilmar Tomusk, capo del Language Department dell’Estonia.

"L’Unione europea - si legge nel comunicato di Interfax - continua la politica di misure restrittive unilaterali illegittime contro i cittadini e le organizzazioni russe. Solo nel marzo 2021, sei russi sono stati soggetti a restrizioni UE illegali. Questa pratica è contraria alla Carta delle Nazioni Unite e alle norme fondamentali del diritto internazionale. È accompagnato da isteria anti-russa deliberatamente dispersa nei media occidentali. Non supportato da prove. Tutte le nostre proposte per risolvere eventuali problematiche che sorgono tra la Russia e l’UE vengono costantemente ignorate o respinte".

 
 


 

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