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Benedetto Croce

Addio Filippo: un omaggio al più grande dei Principi Consorti della nostra epoca

Fascino, ironia e perseveranza nel dovere di eterno Principe Consorte. Senza mai un lamento, perché lui era il più grande!

Di Guglielmo Giovanelli Marconi

11 Aprile 2021

Filippo e Elisabetta

Fonte: twitter account @eternita_l

È stato gradevole leggere l’universale simpatia da parte dei media mondiali verso il carattere brillante, eccentrico e molto ironico dell’appena scomparso Duca di Edimburgo,il più longevo Principe consorte della nostra epoca.

Va detto, infatti, che questi aspetti, anche se più vistosi, erano comunque minoritari rispetto alla complessità del suo carattere.
Figlio del Principe Andrea di Grecia e Danimarca (della casata tedesca di Schleswig-Holstein-Sondenburg-Glouksburg), un padre molto assente e di Alice Mountbatten (casata anch’essa tedesca finì al 1917, quando dovette anglicizzarsi), il Principe Filippo entrò giovanissimo nella Regia Marina Britannica.

Lì dovette accettare il primo cambiamento radicale della sua vita: rinunciare al cognome paterno e adottare unicamente quello materno.

Ciò fu fatto in vista del fidanzamento con la futura Regina Elisabetta: gli inglesi avevano combattuto due  sanguinosissime guerre mondiali contro i tedeschi e non avrebbero mai accettato un Principe Consorte germanico!
Il suo padre putativo (dato che quello vero era assente) e grande mentore fu lo zio materno Lord Louis Mountbatten (1900-1979), ultimo Vice-Re dell’India Imperiale Britannica (fino al 1947) e Conte di Birmania.
Fu proprio quest’ultimo a organizzare l’incontro tra Filippo (che all’epoca aveva 18 anni) e la futura Regina (che aveva 5 anni di meno).

Fu una mossa riuscitissima: Elisabetta si innamorò a prima vista del bellissimo Principe greco!
Questo incontro, che diede una svolta alla sua vita non gli risparmiò però i duri doveri militari e le pericolose missioni che da lì a breve lo avrebbero impegnato.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, diede prova di enorme coraggio e di sprezzo del pericolo. Tutto ciò comunque non pose fine ai suoi problemi: l’opinione pubblica inglese prese inizialmente molto male la notizia del suo fidanzamento con la futura Regina, ricordando l’origine tedesca della famiglia di Filippo e il fatto che due sue sorelle avevano sposato due ufficiali nazisti.
Ma il suo charme e il suo estremo attaccamento alla Regina (rimasero sposati per 74 anni!)e ai doveri verso lo Stato inglese, lo resero un idolo per tutte le generazioni britanniche e per tutte le categorie della società inglese (dal mondo del cinema a quello dell’arte e della musica).

Fu definito la vera “icona pop” della Royal Family!

Il mio ricordo di Lui risale a tanti anni fa, nel Giugno del 1978,quando da bambino accompagnai mia madre e mia nonna alla celebre manifestazione equestre di “Royal Ascot “ in Inghilterra. Fummo accolti nel “Royal Enclosure“, il settore blindatissimo dove presenzia sempre la famiglia reale. Lì vidi la Regina Elisabetta Il a cavallo in alta uniforme di Comandante dei Royal Dragoons con appena dietro il Principe Filippo a cavallo con l’uniforme di Generale delle Guardie Reali Irlandesi. Più defilato, ma imponente si ergeva il mitico Lord Louis Mountbatten, ultimo Vice-Re di India e Conte di Birmania (anch’egli saldamente a cavallo!)

Un anno dopo, nell’Agosto del 1979, quest’ultimo morì sulla sua barca davanti alla costa nord-irlandese in un attentato dell’IRA: ultima pagina della grande Storia  dell’Impero Britannico!

Mia madre mi ha raccontato di aver rivisto diverse volte in seguito il Principe Filippo: una volta a Roma, mentre giocava a polo al ”Roma Polo Club” e altre volte a Genova nel presenziare a eventi della Compagnia Marconi.
L’impressione?
Sempre la stessa: fascino, ironia e perseveranza nel dovere di eterno Principe Consorte. Senza mai un lamento, perché lui era il più grande!

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