Sabato, 06 Marzo 2021

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Benedetto Croce

Russia, Navalny condannato a 2 anni e 5 mesi

Navalny: "Putin passerà alla storia come l'avvelenatore". Il suo staff chiama alla protesta. Fermati almeno 311 manifestanti

02 Febbraio 2021

Navalny: "La storia si ricorderà di Putin l'avvelenatore"

Alexey Navalny (fonte Wikipedia)

Alexei Navalny condannato a 3 anni e 5 mesi di carcere. Questa la decisione di un giudice del tribunale distrettuale Simonovsky, riunitosi per l'occasione presso la sede del tribunale della città di Mosca. A riportarlo è Dozhd. È stata accolta la richiesta del Servizio Penitenziario Federale di convertire la pena sospesa in detenzione reale, a causa della presunta violazione dei termini della libertà vigilata da parte di Navalny.

Il ha preso in considerazione l'anno di detenzione domiciliare già scontato per il caso Yves Rocher e ha dunque deciso di ridurre la detenzione in carcere dai 3 anni e 5 mesi a 2 anni e 5 mesi di colonia penale.

Il team di Navalny invita a una "protesta immediata a Mosca" dopo la condanna dell'oppositore. "Venite subito alla piazza del Maneggio! Il nostro Paese è piombato nella più completa illegalità, dobbiamo opporci", si legge in un tweet postato dal Fondo anticorruzione.

"Chiedo il rilascio immediato per me e per tutti i prigionieri politici: questo teatrino è illegale". Lo ha detto Alexey Navalny in aula, secondo Meduza. "La cosa principale in tutto questo processo - ha aggiunto - non è quello che accade a me. Imprigionarmi non è difficile. Ciò che conta di più è il motivo per cui questo sta accadendo. E sta accadendo per intimidire un gran numero di persone: vogliono imprigionare una persona per spaventarne milioni".

"Sono sopravvissuto grazie a brave persone: piloti e medici. Poi ho causato un'offesa ancora più grave: non mi sono nascosto. E poi è successa la cosa peggiore in assoluto: ho partecipato all'indagine sul mio stesso avvelenamento. E abbiamo dimostrato che è stato Putin a commettere l'attentato e questo lo fa impazzire", ha affermato ancora Navalny. "Passerà alla storia proprio come un avvelenatore. Sapete, c'era Alessandro il Liberatore o Yaroslav il Saggio. E avremo Vladimir l'Avvelenatore".

Navalny: "Putin passerà alla storia come l'avvelenatore"

Un teatrino illegale: con queste parole Alexey Navalny ha bollato il processo per il quale è imputato, durante l’udienza che lo vede coinvolto e che dovrà decidere se commutare la condizionale in tre anni di carcere vero. L’oppositore di Putin ha chiesto  inoltre “il rilascio immediato per me e per tutti i prigionieri politici” mentre la Procura generale si è detta di tutt’altro avviso e punta a mandarlo dietro le sbarre.

 “La cosa principale in tutto questo processo” ha aggiunto Navalny “non è quello che accade a me. Imprigionarmi non è difficile. Ciò che conta di più è il motivo per cui questo sta accadendo. E sta accadendo per intimidire un gran numero di persone: vogliono imprigionare una persona per spaventarne milioni".

"Sono sopravvissuto grazie a brave persone: piloti e medici. Poi ho causato un'offesa ancora più grave: non mi sono nascosto. E poi è successa la cosa peggiore in assoluto: ho partecipato all'indagine sul mio stesso avvelenamento. E abbiamo dimostrato che è stato Putin a commettere l'attentato e questo lo fa impazzire", ha proseguito l’oppositore. "Passerà alla storia proprio come un avvelenatore. Sapete, c'era Alessandro il Liberatore o Yaroslav il Saggio. E avremo Vladimir l'Avvelenatore" ha sottolineato sarcasticamente.

 Sino a questo momento, come riportato dall’ong Ovd-Info, almeno 311 persone sono state fermate sino ad ora, in Russia, per aver partecipato alle manifestazioni pro-Navalny: 311 fuori dal tribunale dove si stava tenendo l’udienza, altre quattro a Inzhevsk.

La moglie di Navalny, Yulia Navalnaya, era presente in aula, in attesa di sapere il futuro del marito che rischia, per l’esattezza, 3 anni e sei mesi di carcere.

Intanto, continua il conteggio dei fermi alle manifestazioni di ieri: si è giunti a quota 5.400, un vero e proprio record. Parallelamente iniziano a fioccare i procedimenti penali, ben più pesanti degli arresti amministrativi, nei confronti di chi è sceso in piazza.

Non tutti, tuttavia, sono stati trattati alla stessa maniera, e per evitare ulteriore malcontento, la moglie di Navalny, Yulia Navalnaya, è stata punita solamente con 210 euro di multa per avere manifestato. Altro trattamento è stato, invece, destinato alla veterana Kira Yarlish, portavoce di Navalny: a lei il giudice ha dato i domiciliari fino al 23 di marzo.

Il Cremlino si dice convinto che la mano dura della polizia è "legale e giustificata", soprattutto, quando ha a che fare con "teppisti e provocatori", come in alcuni casi riscontrati ieri. Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha poi assicurato che Mosca non "si cura" delle valutazione di Washington e "non accetta" lezioni da parte degli Usa.

Parole che non sono piaciute al neo segretario di Stato Usa Antony Blinken. "Il governo russo” ha affermato in un'intervista a Nbc “fa un grande errore se crede che questo riguardi noi. Riguarda loro, il governo, la frustrazione del popolo russo verso la corruzione, l'autocrazia". Su questo punto la valutazione politica è stata lasciata all'ex leader del Cremlino Dmitry Medvedev, improvvisamente tornato alla ribalta. "Navalny” ha tuonato “è una canaglia che impiega tattiche sconsiderate per arrivare al potere, con tecniche sempre più ciniche".

L’Occidente, intanto, si sente sempre più a disagio ed in Europa le reazioni di contrarietà alla politica interna russa sono sempre più evidenti: Parigi, ad esempio, ha formalmente chiesto alla Germania di abbandonare il progetto Nord Stream 2, il raddoppio del gasdotto che a breve (è stato realizzato al 95%) aumenterà le forniture di metano russo. Berlino ha sempre cercato di proteggere l'opera, ma non è detto che possano esserci dei colpi di scena. In questo senso la visita dell'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Josep Borrell, prevista per giovedì e venerdì, potrebbe assumere un'importanza superiore a quella del mero protocollo. Il Servizio europeo per l'azione esterna (Seae) ha fatto sapere di essere in contatto con il team di Alexey Navalny per capire se Borrell potrà incontrarlo, come spiegato dallo stesso Borrell. "C'è la volontà di incontrare Alexey Navalny" in Russia, "se ve ne sarà la possibilità. Siamo in contatto col suo team" per questo. "Seguiamo l'udienza al processo di oggi. Il caso Navalny sarà un tema molto alto nell'agenda dell'Alto rappresentante, nella sua visita a Mosca" questa la dichiarazione  del Servizio europeo per l'azione esterna, Peter Stano.

 

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