MPS, BCE esprime forti dubbi sulla candidatura di Palermo come AD della Banca per mancanza requisiti "fit & proper" specifici

La notizia arriva dopo che Il Giornale d’Italia ha pubblicato un documento esclusivo secondo cui le liste del CdA e di Assogestioni sarebbero per l’80% nell’orbita di Caltagirone

Nuovo CdA del Monte dei Paschi di Siena, indiscrezioni di mercato verificate da Il Giornale d'Italia e rilanciate da Reuters e dal Financial Times, farebbero emergere forti dubbi espressi dalla Banca Centrale Europea circa la candidabilità di Fabrizio Palermo come CEO di Rocca Salimbeni, non avendo mai avuto esperienza specifica come AD di una banca, pur avendo avuto 7 anni di esperienza in CDP, prima come CFO, dal 2014 al 2018, e poi come AD, dal 2109 al 2021.

I dubbi espressi dalla BCE sono stati rappresentati in una lettera di inizio marzo inviata a Rocca Salimbeni, relativamente alla quale la banca ha fornito opportuni riscontri. Tutto il processo è stato caratterizzato da una continua interazione tra le parti al fine della formazione della cd "Lista del CdA". Va precisato che la BCE può indicare i criteri di scelta / requisiti dei candidati, ma non può imporre la scelta o bocciatura di un candidato. 

La riserve espresse dall'ECB (European Central Banking) potrebbero influenzare l’analisi che la stessa effettuerà qualora Palermo venisse eletto alla guida della terza banca italiana per asset, e potrebbero tradursi nell’applicazione di condizioni specifiche da parte dell’autorità di vigilanza. 

Il consiglio di amministrazione di MPS, dopo aver escluso il rinnovo del mandato per l’attuale CEO Luigi Lovaglio, ha individuato Palermo come migliore tra tre candidati ritenuti idonei anche a supervisionare la fusione con Mediobanca, recentemente acquisita.

Tra il 2018 e il 2021 Palermo è stato a capo di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), agenzia statale che gestisce, tra le varie il risparmio postale ed è sottoposta alla vigilanza della Banca d'Italia per ambiti quali la prevenzione del riciclaggio, e che ha accesso alla liquidità della BCE. Tuttavia, CDP non è una banca nel senso tradizionale, non possiede una licenza bancaria e non è soggetta alla stessa sorveglianza prudenziale cui sono sottoposti gli istituti di credito. La BCE non considera CDP equivalente a una banca, circostanza che sarà tenuta in considerazione nella valutazione dei requisiti di “fit and proper” per dirigenti e amministratori di banche.

Al momento né la BCE né la Banca d’Italia hanno rilasciato commenti ufficiali sulla questione. Un portavoce di MPS ha dichiarato che la banca non intende commentare informazioni fornite da una fonte anonima in assenza di una posizione ufficiale degli organi di vigilanza italiani o europei.

Secondo la normativa italiana, l’eventuale esame da parte della BCE sulla idoneità di Palermo avverrà solo se gli azionisti di MPS lo eleggeranno all’assemblea del 15 aprile, preferendolo a Lovaglio.

Fonti precedenti avevano riferito che la BCE avrebbe scritto a MPS sollecitando l’indicazione di un candidato con esperienza bancaria consolidata. In caso di riserve sul soddisfacimento dei criteri di fit & proper, l’autorità di vigilanza può inserire, al termine della propria valutazione, specifiche condizioni nel proprio provvedimento. Queste condizioni, note come disposizioni accessorie, possono consistere in "aspettative concrete e giuridicamente applicabili secondo tempistiche definite" e includere, ad esempio, l’obbligo di ulteriore formazione, come previsto dalle norme della BCE.

Pressioni sulla governance e ruolo degli azionisti

La Banca Centrale Europea ha richiamato il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena a operare nell’interesse dell’istituto nel suo complesso, evitando decisioni influenzate da singoli azionisti. In una comunicazione inviata ai vertici della banca all’inizio di marzo, l’autorità di vigilanza ha sottolineato che il mancato rispetto di questo principio potrebbe incidere sulla valutazione prudenziale dell’istituto e sull’idoneità degli amministratori.

Secondo il Financial Times, viene inoltre indicata dalla BCE la possibilità di prevedere percorsi di formazione e training per il ruolo di CEO bancario, un’opzione che comporterebbe tempi lunghi e difficilmente compatibili con le scadenze dell’assemblea

Il richiamo si inserisce in un contesto di crescente attenzione da parte di Francoforte sulla governance della banca senese, in una fase considerata delicata anche alla luce del recente processo di privatizzazione.

La candidatura di Fabrizio Palermo alla guida della banca viene inoltre letta, da alcune fonti, anche alla luce della sua vicinanza allo stesso Caltagirone, elemento che rafforza le preoccupazioni della BCE circa l’indipendenza del futuro vertice.

Il monitoraggio della BCE sul processo di successione

L’intervento dell’autorità di vigilanza europea si inserisce in un percorso già avviato nei giorni precedenti, con ulteriori comunicazioni indirizzate alla banca sul processo di successione. L’attenzione della BCE mira a garantire che la scelta del nuovo amministratore delegato risponda a criteri di autonomia decisionale e adeguatezza rispetto alla complessità dell’istituto.

Le interlocuzioni tra Francoforte e MPS evidenziano come il dossier sulla governance resti centrale, in una fase in cui la banca continua a essere considerata un caso sensibile nel panorama bancario italiano ed europeo.

Le gestioni di Lovaglio e Palermo

La gestione di Lovaglio in MPS, pur se favorito dai tassi di interesse e dal supporto dello Stato per aumento di capitale e riorganizzazione, ha portato l'istituto bancario a € 4,07 miliardi di ricavi (€ 5 miliardi includendo Mediobanca per €883 milioni), ed un utile di €2,75 miliardi al netto di Mediobanca (€3,05 miliardi includendo piazzetta cuccia), riuscendo inoltre a conquistare l'istituto bancario all'86,3% (operazione ritenuta da molti di difficile realizzazione).

Palermo in ACEA, invece, ha portato avanti una governance da numeri record, chiudendo il 2025 con utile a € 480,6 milioni (+44,9%), ricavi per €2,98 miliardi (+3,2%) ed EBITDA in crescita a €1,42 miliardi (+6,8%).

La notizia arriva dopo che questa testata pubblicato la notizia dell'orientamento della lista del CdA e di Assogestioni al Cavalier Francesco Gaetano Caltagirone, evidenziando rischi circa l'indipendenza del CdA in pectore. Il documento esclusivo evidenzierebbe l'orientamento dei membri della lista del CdA e di quella di Assogestioni, e quindi l'assenza dei requisiti di indipendenza, con la prima che risulterebbe per circa l'80% in mano a Caltagirone, e la seconda apparentemente integralmente nell'orbita del Cavaliere(pur senza mettere in dubbio la qualità e la capacità dei singoli membri).

MPS, liste "del CdA e Assogestioni per l'80% 'nell'orbita' di Caltagirone", la mossa del Cav per prendere Generali - il Documento Esclusivo