Evasione fiscale, 36,2 mld € recuperati nel 2025, +43% rispetto al 2022, oltre 100 mld € incassati dallo Stato in tre anni
Lo Stato ha aumentato la quota recuperata dall’evasione fiscale nel 2025, con un netto aumento rispetto al 2022 e quasi 100 miliardi di euro dall’inizio dell’ultima legislatura
Nel 2025 lo Stato ha recuperato 36,2 miliardi dall’evasione fiscale, una cifra raggiunta grazie all’aumento delle operazioni e all’efficacia dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Negli ultimi anni il totale del denaro recuperato in questo modo ammonta a oltre 100 miliardi di euro, risorse preziose per lo Stato.
Evasione fiscale: 36,2 miliardi di euro recuperati nel 2025
Nel 2025 l’attività di recupero dell’AdER è cresciuta dell’8,4% rispetto al 2024, incassando così 2,8 miliardi in più. È aumentato anche il gettito spontaneo, che ha raggiunto quasi 600 miliardi di euro in un anno.
Del denaro recuperato, circa 16 miliardi di euro sono frutto di versamenti diretti dei cittadini che hanno ricevuto un avviso dall’Agenzia delle Entrate. In questi casi, quindi, si trattava con ogni probabilità di errori o dimenticanze e non di evasione vera e propria.
Sono invece quasi 7 miliardi di euro i fondi recuperati attraverso le cartelle, e 3,3 miliardi quelli derivanti dalle attività di promozione della compliance.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato con soddisfazione i dati presentati dall’Agenzia delle Entrate, dichiarando: "Nel triennio 2023-2025 abbiamo recuperato oltre 100 miliardi di euro: risorse preziose, che da un lato ci aiutano a tenere i conti in ordine e dall’altro ci permettono di finanziare interventi a favore delle famiglie e delle imprese".
Anche il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, è intervenuto, specificando un dettaglio sull’aumento degli incassi dello Stato: "Vorrei dedicare una riflessione all’aumento delle entrate fiscali degli ultimi anni. Spesso questo fenomeno viene associato a un aumento dei livelli impositivi sui lavoratori, un’associazione che non è corretta. Tale crescita delle entrate, tra l’altro, sostenuta dall’incremento dell’occupazione e dei salari, così come dai progressi ottenuti nell’emersione del lavoro nero. È importante quindi sottolineare che, nonostante l’incremento delle entrate, il governo non ha aumentato i livelli impositivi".