Fincantieri, utile record a €117 milioni (da €27 milioni), ricavi a €9,2 miliardi (+13,1%) ed EBITDA a €681 milioni (+33,9%)
Ordini a €20,3 miliardi (+32,4%) e backlog record a €63,2 miliardi (6,9x ricavi) con 97 navi e consegne fino al 2036-2037; debito a €1.311 milioni (2,7x EBITDA); piano 2026–2030: ricavi a €12,5 miliardi, margine al 10% e utile a €500 milioni entro il 2030
Fincantieri ha registrato nel 2025 un utile record a €117 milioni (da €27 milioni), ricavi a €9,2 miliardi (+13,1%) ed EBITDA a €681 milioni (+33,9%).
Il Consiglio di Amministrazione di Fincantieri S.p.A. (“Fincantieri” o la “Società”), riunitosi sotto la presidenza di Biagio Mazzotta, ha approvato il progetto di Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 e il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.
Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha dichiarato: "Siamo molto soddisfatti dei risultati record conseguiti nel 2025 in termini economici, finanziari e commerciali anche in un contesto globale di crescente complessità. L’aumento a doppia cifra di ricavi ed EBITDA, insieme al miglior utile della nostra storia e ad un’ulteriore riduzione della leva finanziaria, dimostra la forza di un modello industriale che coniuga resilienza e capacità di perseguire le opportunità dei mercati globali. L’anno ha visto un avanzamento significativo in tutti i business sia in termini operativi che commerciali. Le 97 unità oggi in portafoglio e una visibilità sulle consegne che si estende fino al 2037 assicurano prospettive operative estremamente profonde nel tempo per i nostri cantieri, rafforzando in modo strutturale il nostro posizionamento e quello del nostro indotto in misura molto evidente nel settore del Cruise.
Ci stiamo preparando a cogliere ulteriore crescita della domanda nel settore della Difesa attraverso il raddoppio della capacità produttiva dei cantieri italiani, rafforzando il ruolo di Fincantieri nella sicurezza marittima e nella sovranità industriale. Parallelamente, nell’underwater stiamo accelerando grazie a tecnologie subacquee di ultima generazione, alla capacità di integrare l’intera filiera e a una rete di partnership strategiche, che ci permette di portare sul mercato un’offerta distintiva e di agire come orchestratori di un ecosistema integrato in un dominio cruciale per la protezione delle infrastrutture critiche e per le applicazioni offshore più innovative.”
Folgiero ha concluso: “Il nuovo Piano Industriale 2026–2030 valorizza i macro-trend dei mercati in cui operiamo attraverso una riarticolazione del sistema cantieristico per aumentarne capacità e produttività e lo sviluppo di soluzioni a crescente contenuto tecnologico: entriamo in una fase di evoluzione che integra più a fondo la dimensione digitale, marittima e subacquea. Una traiettoria che rafforza il profilo delle competenze distintive del Gruppo e consolida Fincantieri come piattaforma industriale di riferimento per le tecnologie della sicurezza a mare e della blue economy del futuro”.
Principali dati della gestione
Il 2025 si chiude con un risultato d’esercizio positivo per euro 117 milioni, il più alto nella storia di Fincantieri, più che quadruplicato rispetto al dato di fine 2024 (positivo per euro 27 milioni), e un risultato netto di pertinenza della Capogruppo positivo per euro 123 milioni (positivo per euro 33 milioni nel 2024). Il risultato riflette il positivo andamento del business, con ricavi in aumento del 13,1% a circa euro 9,2 miliardi, una crescita dell’EBITDA del 33,9% a euro 681 milioni e un forte incremento dell’EBITDA margin al 7,4% (6,3% a fine 2024), frutto sia dell’incremento dei volumi sia delle iniziative di efficienza operativa intraprese dal Gruppo nel solco del Piano industriale 2023-2027.
L’andamento fortemente positivo del business è stato accompagnato da una rigorosa disciplina finanziaria che ha portato a un’ulteriore diminuzione dei costi dell’indebitamento, anche grazie al minore indebitamento medio dell’anno, e da una riduzione dei costi relativi ai contenziosi per danni da amianto, che evidenziano un ulteriore calo per il terzo anno consecutivo.
Passando alla performance registrata nei segmenti di business, il segmento Shipbuilding registra un’importante crescita dei ricavi (+15,1%) e dell’EBITDA (+29,3%), con un EBITDA margin al 6,8% rispetto al 6,1% del 2024. Il forte miglioramento dei margini del segmento è sostenuto dalla progressiva evoluzione del settore delle navi da crociera in un business caratterizzato da generazione di cassa, evoluzione favorevole dei prezzi e miglioramento dei termini di pagamento, oltre che dalle iniziative di efficientamento operativo intraprese dal Gruppo e dall’incremento delle attività nel business della Difesa. Nel business Underwater si rileva un forte aumento dei ricavi dell’88,2%, dovuto principalmente al consolidamento da gennaio 2025 di WASS Submarine Systems (euro 199 milioni), alla solida performance di Remazel Engineering (+25% di ricavi) e al maggiore avanzamento registrato sulle commesse del programma U212 NFS relativo ai sottomarini per la Marina Militare italiana, e un EBITDA margin del 17,6%, a conferma della redditività a premio del segmento. Il segmento Sistemi, Componenti e Infrastrutture contribuisce in maniera significativa alla redditività del Gruppo con un EBITDA in aumento del 33,0% e un EBITDA margin all’8,2% (6,1% nel 2024), supportato in particolare dal miglioramento dei margini del Polo Elettronico e dei Prodotti Digitali (EBITDA margin al 6,9% vs 4,4% del 2024) e del Polo Infrastrutture (EBITDA margin al 7,6% vs 5,0% del 2024) e da una solida performance del Polo dei Sistemi e Componenti Meccanici (EBITDA margin al 12,9%, sostanzialmente in linea con il 2024 a 13,2%). Nel segmento Offshore e Navi speciali, infine, i ricavi risultano sostanzialmente stabili rispetto al 2024, mentre l’EBITDA margin è in crescita al 5,3% (5,1% al 31 dicembre 2024), a conferma del percorso di consolidamento della positiva marginalità del segmento. Sul fronte commerciale, il 2025 è stato caratterizzato da un volume significativo di nuovi ordini, che si attestano a euro 20,3 miliardi, in ulteriore crescita del 32,4% rispetto al valore record registrato nel 2024 (euro 15,4 miliardi), spinti in particolare dal segmento Shipbuilding (+42,0% rispetto al 2024). Il book-tobill (ordini/ricavi) nel 2025 è pari a 2,2x, a conferma della forte domanda registrata nei business core del Gruppo. Al 31 dicembre 2025, il backlog si attesta a euro 41,1 miliardi, in crescita del 32,7% rispetto al 31 dicembre 2024, con 97 navi in portafoglio e consegne previste fino al 2036 (2037 considerando l’ordine Roma , 25 marzo 202 6 5 NCLH siglato a febbraio 2026). Il soft backlog3 si attesta a euro 22,1 miliardi, per un carico di lavoro complessivo record di euro 63,2 miliardi, pari a 6,9 volte i ricavi del 2025.
La Posizione finanziaria netta adjusted è a debito per euro 1.311 milioni al termine dell’esercizio 2025 (euro 1.872 milioni escludendo i crediti finanziari non correnti), rispetto a euro 1.668 milioni di fine 2024 (escludendo il beneficio temporaneo derivante dall’aumento di capitale completato a luglio 2024 e i crediti finanziari non correnti pari a euro 94 milioni). Il rapporto di indebitamento (Posizione finanziaria netta/EBITDA) è pari a 2,7x (1,9x rispetto alla Posizione finanziaria netta adjusted), in ulteriore miglioramento rispetto alla guidance per il 2025 fornita nel corso del Capital Markets Day di febbraio 2026, pari a 2,8x (2,0x rispetto alla Posizione finanziaria netta adjusted). I risultati del 2025 rappresentano una solida base su cui costruire una nuova fase di ulteriore crescita e sviluppo, con il Piano Industriale 2026-2030 presentato al mercato a febbraio 2026.
Attraverso le iniziative del Piano, Fincantieri si appresta a rafforzare ulteriormente la propria efficienza, redditività e competitività internazionale, anche attraverso il previsto raddoppio della capacità produttiva dei cantieri italiani nel settore della Difesa. Alla fine del 2030, il Gruppo stima di raggiungere circa euro 12,5 miliardi di ricavi, con una crescita media annua dell’8%, un EBITDA margin del 10% e un utile netto di circa euro 500 milioni, riducendo al contempo il rapporto di indebitamento a 1,0x.