Eni Plenitude verso deconsolidamento e controllo congiunto con fondo Ares, previsto aumento di capitale di 1,5 miliardi di euro

Eni stima che Plenitude sarà in grado di generare un Ebitda di €1,3 miliardi già nel 2026, per poi puntare a superare i €2,5 miliardi entro la fine del decennio; l'operazione punta inoltre ad ottenere un rating "investment grade" autonomo

In occasione del Capital Market Day 2026, Eni ha delineato la trasformazione della sua controllata dedicata alle energie rinnovabili e al retail. Il progetto prevede un riequilibrio della governance che porterà Plenitude verso un regime di controllo congiunto tra il gruppo guidato da Claudio Descalzi e il fondo Ares Management. Questa manovra comporterà il deconsolidamento della società dal bilancio di Eni. Il riassetto si fonda inoltre su un massiccio aumento di capitale non proporzionale da 1,5 miliardi di euro.

I dettagli dell'operazione finanziaria 

Il riassetto si fonda su un massiccio aumento di capitale non proporzionale da 1,5 miliardi di euro. Di questa somma, almeno un miliardo sarà iniettato da Ares, portando la valutazione complessiva dell'equity di Plenitude a 10,75 miliardi di euro (con un valore d'impresa implicito di circa 13,1 miliardi). Al termine dell'operazione, la quota di Eni scenderà dall'attuale 70% a circa il 65%, mentre i restanti pacchetti resteranno in mano ai soci finanziari Ares (20%) ed Energy Infrastructure Partners (10%). Nonostante la riduzione della quota, Eni manterrà funzioni di direzione e coordinamento in linea con i nuovi patti parasociali.

Strategia di crescita, target 2030 

L'iniezione di nuova liquidità è destinata a blindare la struttura patrimoniale della società e a finanziare una crescita accelerata, sia per via organica che tramite acquisizioni. Gli obiettivi industriali al 2030 sono: raggiungere una capacità installata di 15 GW e servire 15 milioni di clienti retail. Un tassello immediato di questa espansione sarebbe rappresentato dall' acquisizione di Acea Energia, un'operazione che permetterebbe a Plenitude di superare la soglia degli 11 milioni di clienti subito dopo il closing.

Prospettive di redditività

Le previsioni finanziarie aggiornate riflettono il vigore del nuovo piano industriale. Eni stima che Plenitude sarà in grado di generare un Ebitda di 1,3 miliardi di euro già nel 2026, per poi puntare a superare i 2,5 miliardi entro la fine del decennio. Oltre ai risultati operativi, l'operazione punta a ottenere un rating "investment grade" autonomo, permettendo alla società di raccogliere capitali sul mercato a condizioni vantaggiose. Per la capogruppo Eni, il deconsolidamento significa poter liberare risorse finanziarie da reinvestire nella sicurezza energetica e nella remunerazione degli azionisti, mantenendo al contempo un presidio strategico sulla transizione green.