Autostrade per l'Italia, via libera al Piano Economico Finanziario (Pef), approvati investimenti per circa €30 miliardi

Tale cifra segna un incremento di €800 milioni rispetto alle precedenti proiezioni di fine 2025; il fulcro del piano riguarda la gestione e l'efficientamento dei circa 3.000 chilometri di autostrade in concessione

Il consiglio di amministrazione di Aspi ha dato il via libera definitivo al Piano Economico Finanziario (Pef), un documento che traccia la rotta della società per il prossimo quinquennio. Sotto la guida dell’amministratore delegato Arrigo Giana e del presidente Antonino Turicchi, la concessionaria ha formalizzato una proposta che prevede lo stanziamento di 29,8 miliardi di euro. Questa cifra segna un incremento di 800 milioni rispetto alle precedenti proiezioni di fine 2025, a testimonianza di un impegno economico ancora più oneroso per la modernizzazione delle infrastrutture nazionali.

Una rete in fase di rigenerazione

Il fulcro del piano riguarda la gestione e l'efficientamento dei circa 3.000 chilometri di autostrade in concessione. L'obiettivo primario è sbloccare i grandi cantieri rimasti fermi per lungo tempo e garantire una manutenzione capillare. Tra le priorità indicate nel dossier inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti figurano progetti cruciali per la viabilità del Paese: la Gronda di Genova, il Passante di Bologna e gli interventi sulla A13 Bologna-Ferrara. Si tratta di opere considerate vitali dal Mit per fluidificare il traffico e migliorare i collegamenti nelle aree più sature.

Trattative societarie e sistemi tariffari

L'approvazione del Pef arriva dopo una serie di rinvii necessari per allineare le diverse anime della compagine azionaria, composta per l'88% dalla holding Hra (partecipata da Cdp Equity e dai fondi internazionali Blackstone e Macquarie). Il confronto si è concentrato in particolare sulla sostenibilità dei rendimenti e sui nuovi meccanismi di calcolo dei pedaggi stabiliti dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art). La sfida è stata trovare un equilibrio che soddisfacesse sia le esigenze di profitto degli investitori privati sia le direttive del Tesoro e di Palazzo Chigi.

Per rendere sostenibile un piano di investimenti così imponente senza gravare eccessivamente sugli utenti, Aspi punta sulla flessibilità temporale. La proposta prevede infatti di estendere la scadenza della concessione di ulteriori otto anni, portandola fino al 2046. Questo allungamento del contratto è il perno su cui ruota l'intero sistema di finanziamento, poiché permette di spalmare i costi nel tempo e garantire la stabilità del debito societario. Il passaggio successivo vedrà il governo impegnato a Bruxelles per negoziare questa proroga con la Commissione Europea.

Equilibrio finanziario e costi dei materiali

La nuova gestione guidata da Giana ha dovuto rimodulare le stime precedenti per adattarsi a un contesto economico mutato. Sebbene il valore complessivo sia inferiore ai 36 miliardi ipotizzati in passato, il piano attuale si concentra sulla gestione oculata degli extra-costi derivanti dall'aumento dei prezzi delle materie prime e dall'irrigidimento dei protocolli di sicurezza post-Morandi. L'obiettivo dichiarato è proteggere la redditività dell'azienda evitando che l'aggiornamento degli standard qualitativi si traduca automaticamente in rincari insostenibili ai caselli per gli automobilisti.