Brembo risultati 2025, ricavi netti in calo a €3,7 miliardi (-3,6%), Ebitda sceso a €612,1 milioni (-7,4%), utile di € 209,3 milioni (-20,3%)
Il bilancio 2025 ha risentito della congiuntura negativa del mercato automobilistico globale; il gruppo ha cercato di contrastare il trend tramite l'acquisizione di Öhlins e il potenziamento della divisione dedicata all'intelligenza artificiale a Shanghai
Il bilancio 2025 di Brembo risente della congiuntura negativa del mercato automobilistico globale, chiudendo l'anno con ricavi netti consolidati pari a 3,7 miliardi di euro, in flessione del 3,6% rispetto all'anno precedente. Ancora più marcata la discesa della redditività netta: l'utile si è attestato a 209,3 milioni di euro, segnando una contrazione del 20,3% rispetto ai 262,6 milioni registrati nel 2024. Nonostante il rallentamento della produzione mondiale di veicoli, il gruppo bergamasco ha cercato di contrastare il trend negativo attraverso operazioni strategiche di rilievo, come l'acquisizione di Öhlins e il potenziamento della divisione dedicata all'intelligenza artificiale a Shanghai.
Analisi dei segmenti di mercato e performance geografiche
La dinamica dei ricavi riflette un panorama settoriale molto diversificato. Se il comparto auto ha subito una flessione del 5,2% e i settori motocicli e veicoli commerciali sono crollati di oltre il 10%, a brillare è stata la divisione racing. Grazie anche all'integrazione della tecnologia per sospensioni di Öhlins, quest'area ha registrato un balzo del 52,9%. A livello territoriale, Brembo ha trovato terreno fertile in Europa, con crescite significative in Francia (+11%), Italia e Regno Unito, e in Sud America (+8,8%). Al contrario, pesano i cali nei mercati chiave di Cina (-9,9%), Nord America (-8,7%) e Germania (-3,4%).
Redditività e pressione sui margini operativi
La redditività operativa ha risentito della minore leva e dell'incremento dei costi interni. L'Ebitda è sceso a 612,1 milioni di euro (-7,4%), portando il margine sui ricavi dal 17,2% al 16,5%. Ancora più evidente la contrazione dell'Ebit, sceso del 14,4% a 336,5 milioni di euro. Tra i fattori che hanno eroso la marginalità spicca l'aumento del costo del lavoro, salito a 766,7 milioni di euro (+5,1%), arrivando a pesare per oltre un quinto del fatturato totale.
Solidità finanziaria e remunerazione degli azionisti
Nonostante il calo dei profitti, la struttura finanziaria del gruppo ha mostrato una buona resilienza. L'indebitamento finanziario netto è migliorato, attestandosi a 719,2 milioni di euro a fine anno, con un recupero di 128 milioni nell'ultimo trimestre. Questo ha permesso al consiglio di amministrazione di confermare una politica di remunerazione generosa: ai soci verrà proposto un dividendo di 0,30 euro per azione e un nuovo piano di acquisto di azioni proprie (buyback) che potrebbe raggiungere un valore massimo di 180 milioni di euro.
Prospettive e strategie per l'esercizio 2026
Le previsioni per l'anno in corso rimangono improntate alla prudenza a causa delle incertezze geopolitiche e della domanda debole. Brembo stima ricavi stabili e una marginalità Ebitda in linea con quella del 2025. Il piano industriale prevede una riduzione degli investimenti a circa 350 milioni di euro e un ulteriore calo del debito sotto la soglia dei 700 milioni. La strategia di lungo periodo continuerà a puntare sull'integrazione tecnologica e sulla digitalizzazione per mantenere il vantaggio competitivo in attesa di una ripresa del mercato.