The Italian Sea Group, titolo crolla a -47,06% e chiude in borsa a 1,072 euro, richiesta composizione negoziata della crisi

Tisg ha richiesto l’applicazione di misure protettive del patrimonio nei confronti di tutti i creditori, misure che la società dichiara "provvisoriamente efficaci" dal 13 marzo e per le quali attende la conferma definitiva dal Tribunale di Firenze

Il titolo di The Italian Sea Group (Tisg) ha subito un ribasso del 47,06%, chiudendo a quota 1,072 euro. Il produttore di yacht di Marina di Carrara è precipitato in Borsa in seguito all'emersione di pesanti extra costi su alcune commesse, una situazione che ha spinto la società a richiedere ufficialmente la composizione negoziata della crisi.

Enrico Terzani, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Firenze, ha accettato l’incarico di esperto indipendente per gestire la procedura. Contestualmente all'istanza, Tisg ha richiesto l’applicazione di misure protettive del patrimonio nei confronti di tutti i creditori, misure che la società dichiara "provvisoriamente efficaci" dal 13 marzo e per le quali attende la conferma definitiva dal Tribunale di Firenze.

Obiettivo continuità e risanamento

Nonostante la criticità del momento, il gruppo guidato da Giovanni Costantino punta alla salvaguardia dell'operatività. Come ricordato dalla stessa azienda, "la composizione negoziata costituisce uno strumento volto ad assicurare la continuità aziendale e favorire il risanamento dell'impresa che si trovi in condizioni di squilibrio economico-finanziario, attraverso un percorso di interlocuzione con i principali creditori e stakeholder, con l'assistenza di un esperto indipendente". La governance resta nelle mani degli organi societari e l’azienda ha tenuto a precisare che "continua a operare nell'ambito della propria ordinaria attività industriale e commerciale, proseguendo l'avanzamento delle commesse in portafoglio e la gestione dei rapporti con clienti, fornitori e partner finanziari".

Le origini del dissesto finanziario

I primi segnali di allarme erano emersi lo scorso 19 febbraio, quando il fondatore e CEO Costantino aveva iniettato 25 milioni di euro tramite un finanziamento soci per coprire i buchi necessari al pagamento dei salari e dei costi extra-budget. Le indagini successive, affidate a Kpmg, hanno rivelato che tali sforamenti erano stati operati in modo sistematico da un gruppo di ex manager apicali per scavalcare i tetti di spesa autorizzati per le singole commesse. La gravità della situazione era stata confermata il 2 marzo dai sindaci e dalla società di revisione Bdo, che avevano segnalato al consiglio di amministrazione la probabile sussistenza dei presupposti di insolvenza previsti dall’art. 2 del Codice della crisi d'impresa.

L’interesse dei competitor e il nodo occupazionale

La crisi di Tisg ha immediatamente attirato l’attenzione dei grandi player della nautica, interessati a rilevare asset strategici come i cantieri di Marina di Carrara, La Spezia, Terni e l'hub in Turchia. Tra i nomi che studiano il dossier figurano Leonardo Maria Del Vecchio, Azimut Benetti e Sanlorenzo Yachts, desiderosi di espandere la propria capacità produttiva. Sullo sfondo rimane vigile anche il Gruppo Ferretti, oggetto dell’Opa di Kkcg guidata dal magnate ceco Karel Komarek. Sul fronte del lavoro, se da un lato la società ha manifestato l'intenzione di tutelare i 500 dipendenti diretti, rimane forte l’apprensione per i circa 1.500 lavoratori dell’indotto, per i quali non sono ancora state formulate garanzie specifiche.