La strategia del caos e del divide et impera inizia a funzionare: America e Russia si spartiscono il mercato mondiale del petrolio

l'Italia assente dentro una logica brutale che chiede delle vittime sacrificali (l'Iran e l'Europa) e cerca di separare la Russia dalla Cina

L'odierna temporanea autorizzazione che il Dipartimento del Tesoro Usa ha magnanimamente concesso all'Europa e a tutto il mondo per l'acquisto di petrolio russo deve farci a lungo riflettere. Per prima cosa dimostra corome la sovranità dell'Italia non tanto sia ridotta ma proprio appare del tutto annichilita, come quella di mezzo mondo di fronte ad un dispotismo americano monopolare e unilaterale sempre più tirannico. Detto questo va considerata l'assenza di una nostra visione strategica, il vuoto italico in termini di piani industriali nazionali. Stiamo dipendendo sempre più dal gas e dal petrolio africano, statunitense e brasiliano; cioè da aree che predominano su di noi (gli Usa) oppure da aree poco affidabili e spesso instabili (Africa e Brasile). La nostra cooperazione con l'Albania e la Turchia non basta a compensare le nostre gravi dipendenze energetiche e a questo punto diventa sempre più pressante e doverosa una domanda: perchè l'Italia non incrementa la propria produzione-estrazione di gas e petrolio in Adriatico, Basilicata e Sicilia? Perchè ci ostiniamo a voler restare minoritari, deboli ed eterodiretti? Stiamo ancora vivendo di rendita sul coraggio e sull'intelligenza di Enrico Mattei e mentre parliamo di un "Piano Mattei" in Africa l'attuale gravissima crisi energetica mondiale procurata dai nostri "amici" dovrebbe portarci a ragionare su un ormai indispensabile "Piano Mattei" per l'Italia stessa. Ma cosa ci sta dietro a questo improvviso cambio politico Usa? Molto semplice: la necessità geopolitica di allontanare la Russia dalla Cina lasciando quest'ultima a pagare il prezzo maggiore per la guerra anti-iran e permettendo invece alla Russia di respirare economicamente e di riprendersi dal peso delle sanzioni. Non bastano infatti gli stoccaggi egiziani nè il maggior utilizzo degli sbocchi petroliferi nel Mar Rosso e in Oman. Il target finale Usa appare evidente: portare tutta l'Europa a dipendere in modo decisivo dal petrolio e dal gas statunitense ma per ottenere questo scenario vincente (per loro) ci vogliono alcuni anni. Di quì quindi la necessità di utilizzare la Russia quale camera temporanea di compensazione e ri-equilibrio per le difficoltà energetiche europee, in attesa che gli Usa siano pronti a divenire il primo esportatore di petrolio e gas al mondo. Una cosa è certa: l'Iran è una faglia orwelliana utile per allontanare l'oriente dall'occidente, come in Ucraina, a solo vantaggio di Usa e Israele affinchè tutto l'Occidente sia ristrutturato in senso neo-atlantico e occidentalista. Le uniche, vere e totali vittime di questa insensata e pericolosissima guerra sono gli Stati del Golfo, che da "nuove Svizzere" in crescita appaiono ora del tutto bloccati e azzerati e a rischio di implosione. Chi me raccoglierà l'eredità? Usa-Israele o l'Iran o l'Arabia Saudita?