Stellantis, Peugeot ammette gli errori sulla "gestione non adeguata" dei motori 1.2 PureTech; gruppo accelera sui FireFly (Gse)

I propulsori 1.2 PureTech erano al centro della disputa, in quanto avevano manifestato gravi criticità, tra cui un consumo anomalo di olio e il degrado precoce della cinghia di distribuzione; la mancanza di trasparenza, inoltre, aveva alimentato le polemiche

Alain Favey, CEO di Peugeot, ha ammesso pubblicamente in un'intervista a Le Parisien che la gestione dei difetti tecnici relativi ai motori 1.2 PureTech sia stata carente. Il manager ha riconosciuto come l'azienda abbia inizialmente dato l'impressione di voler ignorare il problema o di prendere tempo, lasciando i clienti in una condizione di isolamento. Questa mancanza di trasparenza ha alimentato mesi di polemiche, culminate in una class action depositata a Versailles nel febbraio 2025. Parallelamente, Stellantis sta diversificando la propria offerta termica e ibrida accelerando sui motori italiani della famiglia FireFly (Gse) prodotti a Termoli.

Difetti tecnici e misure di indennizzo per gli automobilisti

Al centro della disputa ci sono i propulsori 1.2 PureTech, progettati dall'allora gruppo PSA . I motori hanno manifestato gravi criticità, tra cui un consumo anomalo di olio e il degrado precoce della cinghia di distribuzione. Per tentare di ricucire il rapporto con l'utenza, Stellantis ha attivato all'inizio del 2025 una piattaforma di indennizzo retroattivo rivolta a chi ha subito danni tra il 2022 e il 2024. Sebbene Favey assicuri che le unità attualmente in vendita siano esenti da tali problemi, le richieste di rimborso già pervenute sono migliaia.

La nuova filosofia industriale: rapidità e richiami preventivi

Il vertice del marchio ha promesso un radicale cambio di paradigma nella gestione delle eventuali falle industriali: d'ora in avanti si interverrà "alla fonte" con maggiore tempestività. L'obiettivo dichiarato è utilizzare campagne di richiamo immediate, se necessarie, per evitare che il silenzio dell'azienda possa compromettere nuovamente il legame di fiducia con i propri acquirenti.

Sul fronte della produzione, Stellantis sta diversificando la propria offerta termica e ibrida. Da un lato, il gruppo punta con decisione sui motori italiani della famiglia FireFly (Gse) prodotti a Termoli, già apprezzati per affidabilità su modelli Fiat e Jeep. Questi propulsori saranno centrali fino a dopo il 2030, grazie a nuovi investimenti annunciati nel gennaio 2026 per garantirne la conformità alla normativa Euro 7 tramite sistemi mild hybrid a 48 volt.

La riprogettazione del PureTech: una generazione differente

Nonostante l'ascesa dei FireFly, Stellantis precisa che non ci sarà una sostituzione totale, ma una coesistenza basata su tecnologie rinnovate. L'azienda chiarisce infatti di aver già introdotto una nuova generazione di motori turbo a benzina che rompe con il passato: disponibili dall'inizio del 2023, questi propulsori sono stati riprogettati per il 70% dei componenti. La novità più significativa è l'abbandono della vecchia configurazione a favore di una nuova catena di distribuzione, soluzione pensata per superare definitivamente le fragilità meccaniche che hanno segnato la versione precedente.