Saudi Aramco, lanciato piano buyback da $3 mld; nel bilancio 2025 utile per $93,38 miliardi e ricavi in calo a $445,65 mld

La compagnia petrolifera ha deciso di potenziare i rendimenti per i soci incrementando il dividendo base del 3,5% (pari a 21,89 miliardi di dollari) per il quarto trimestre ; distribuita la cifra record di $85,5 miliardi nel corso dell'intero anno

Nonostante un 2025 caratterizzato dalla forte volatilità dei mercati energetici, Saudi Aramco ha confermato la propria solidità finanziaria battendo le stime del mercato. L'azienda petrolifera ha reagito alla flessione globale dei prezzi del greggio lanciando il primo piano di riacquisto azioni proprie (buyback) dalla sua quotazione record del 2019, per un valore complessivo di 3 miliardi di dollari.

Risultati finanziari e resilienza operativa

Il bilancio dell'esercizio 2025 si è chiuso con un utile netto di 93,38 miliardi di dollari, segnando una contrazione rispetto ai 106,25 miliardi dell'anno precedente. Il calo dei ricavi, scesi a 445,65 miliardi, è stato dettato principalmente dalla flessione dei prezzi del greggio e dei prodotti raffinati. Tuttavia, la performance "adjusted" ha evidenziato una certa resilienza: con un risultato di 104,65 miliardi di dollari, la società ha superato le aspettative degli analisti, dimostrando una capacità di gestione dei costi efficace anche in una fase di mercato discendente.

Remunerazione e buyback

Sotto la guida del CEO Amin H. Nasser, Aramco ha deciso di potenziare i rendimenti per i soci su due fronti distinti. Da un lato, il dividendo base per il quarto trimestre è stato incrementato del 3,5% (pari a 21,89 miliardi di dollari), segnando il quarto anno consecutivo di crescita. Dall'altro, il gruppo ha varato un programma di buyback da 3 miliardi di dollari da completarsi nell'arco di 18 mesi, un segnale di forte fiducia nel valore intrinseco del titolo.

Il conflitto nel Middle East

Il Ceo ha inoltre espresso dei pareri circa il conflitto in Iran e le sue possibili conseguenze: "L'interruzione dello stretto di Hormuz ha causato una grave reazione a catena non solo nei settori delle spedizioni e delle assicurazioni, ma si sta verificando anche un drastico effetto domino su aviazione, agricoltura, automotive e altre industrie". Amin H. Nasser ha poi aggiunto che la crisi potrebbe aggravarsi ulteriormente se l'interruzione dovesse continuare: "Più a lungo si protrarrà l'interruzione, più catastrofiche saranno le conseguenze per i mercati petroliferi mondiali, e tanto più drastici saranno gli effetti sull'economia globale. Sebbene in passato abbiamo già affrontato delle interruzioni, questa è di gran lunga la più grande crisi che l'industria del petrolio e del gas della regione abbia mai dovuto gestire".

Il commento del CEO Amin H. Nasser

Secondo l'amministratore delegato Amin H. Nasser, i risultati del 2025 rafforzano la validità della strategia di lungo termine del gruppo. Nasser ha sottolineato come l'approccio disciplinato del capitale e le operazioni a basso costo abbiano permesso di generare flussi di cassa solidi nonostante le incertezze geopolitiche. Questa stabilità ha consentito ad Aramco di distribuire ai soci la cifra record di 85,5 miliardi di dollari nel corso dell'intero anno, mantenendo la priorità sui pagamenti agli azionisti anche a fronte di ricavi complessivamente inferiori.

La major ha dovuto fronteggiare diverse criticità, tra cui attacchi di droni da parte dell'Iran che hanno colpito infrastrutture chiave. Nonostante queste tensioni, l'utile adjusted del solo quarto trimestre si è attestato a 25,1 miliardi di dollari, superando il consenso degli analisti fermo a 24,8 miliardi.