Banco BPM, Crédit Agricole blinda il tandem composto dal CEO Giuseppe Castagna e dal Presidente Massimo Tononi
Il gruppo francese punta ad ottenere tra i tre e i quattro consiglieri, a seconda del risultato finale delle liste concorrenti; potrebbe rivendicare anche ruoli di garanzia, tra cui la presidenza del Comitato Controllo Interno e Rischi
Banco BPM si prepara al rinnovo del proprio consiglio di amministrazione, in vista dell’assemblea convocata per il 16 aprile 2026, con un’intesa di governance che vede il primo azionista Crédit Agricole dare formalmente il proprio sostegno ai vertici dell’istituto milanese. Pur presentando una lista di minoranza competitiva, Crédit Agricole ha annunciato che la sua intenzione è quella di proporre una “lista di appoggio” per supportare l’attuale amministratore delegato Giuseppe Castagna e il presidente Massimo Tononi, consolidando così la continuità gestionale.
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Il ruolo di Crédit Agricole e la struttura azionaria
Crédit Agricole è oggi primo azionista singolo di Banco BPM con circa il 20,1% del capitale, quota autorizzata dalla Banca centrale europea a salire fino al 29,9% senza obbligo di Opa. La partecipazione francese riflette una strategia di lungo periodo e non un tentativo di controllo, come confermato dalle comunicazioni ufficiali del gruppo. In questo contesto, il supporto alla lista di governance si configura come una scelta di stabilità e sostegno alla strategia di crescita della banca milanese, piuttosto che un tentativo di subentrare nei vertici con propri rappresentanti di peso.
Durante un intervento a Radiocor, Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia, ha lodato senza riserve il lavoro svolto negli ultimi anni, definendo "ottimo" lo sviluppo della banca milanese. A testimonianza di questo legame, il manager francese ha sottolineato come all’interno di Banco BPM "sia stato fatto un ottimo lavoro sullo sviluppo". È proprio questa performance a spingere il Gruppo verso una visione di lungo periodo: "Crediamo parecchio al futuro di questa banca e, quindi, ci appoggiamo molto alla guida dell’istituto per sostenere questo percorso di crescita", ha concluso Brasseur, blindando di fatto il tandem Castagna-Tononi. Questo appoggio si traduce in una sintonia che riflette le recenti aperture del Ceo Castagna al Teatro alla Scala, dove il banchiere italiano aveva sottolineato l'importanza di un dialogo costruttivo e di rapporti eccellenti con tutti i grandi azionisti.
Continuità dei vertici e messaggio al mercato
La conferma dell’appoggio di Crédit Agricole alla leadership di Castagna e Tononi arriva in un momento in cui Banco BPM ha già chiuso il 2025 con risultati solidi, tra cui un utile netto di oltre 2 miliardi di euro, permettendo conferme su dividendi e progetti di crescita. Il sostegno del socio di riferimento rafforza così un messaggio di stabilità verso il mercato e gli investitori, in un settore bancario caratterizzato da dinamiche di consolidamento e volatilità.
Il rebus dei seggi in assemblea
Se la governance di vertice sembra blindata, la partita per la composizione del board resta aperta e complessa. Oltre alla lista del consiglio uscente e a quella del Crédit Agricole (composta da professionisti indipendenti italiani), scenderanno in campo Assogestioni e il fondo di Davide Leone, che controlla il 5% del capitale. La ripartizione dei posti destinati alle minoranze seguirà un meccanismo a scaglioni legato all'affluenza e ai voti: con il superamento del 35% dei consensi, le minoranze otterranno cinque seggi, che potrebbero salire a sei se fosse superata la soglia del 50%.
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Il peso della "Banque verte" nel nuovo board
In questo scenario, la posizione di Crédit Agricole appare solida. Il gruppo francese punta a ottenere una rappresentanza che varia tra i tre e i quattro consiglieri, a seconda del risultato finale delle liste concorrenti. Ma l'influenza non si limiterà alla semplice presenza numerica: grazie al proprio status di lista di minoranza di peso, i francesi potrebbero legittimamente rivendicare ruoli chiave di garanzia. Tra questi, ad esempio, la presidenza del Comitato Controllo Interno e Rischi, oltre a una posizione di rilievo all'interno del Collegio Sindacale, assicurando così un monitoraggio attento sulla gestione strategica del terzo polo bancario italiano.
L’accordo di governance e il sostegno di Crédit Agricole ai vertici di Banco BPM possono avere riflessi rilevanti sulla percezione degli investitori istituzionali e sul posizionamento competitivo della banca. La conferma della leadership attuale favorisce continuità strategica, elemento considerato fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi del piano industriale e per affrontare scenari di mercato complessi.
Prospettive future e calendario dei prossimi passi
Con la presentazione delle liste che si chiude entro il 23 marzo 2026, gli azionisti di Banco BPM, inclusi i fondi gestiti da Assogestioni, avranno dunque l’opportunità di esprimere la propria preferenza sul nuovo consiglio. Dall’esito della votazione dipenderà non solo la composizione del board, ma anche la direzione strategica per i prossimi tre anni, in un segmento bancario italiano sottoposto a forti pressioni competitive e normative.