CdA Mps, BCE esprime preoccupazione sull'estromissione di Lovaglio; la replica del board: "Iter condiviso con la Vigilanza e documentato"

Sfida a tre per Mps, in gioco la lista del Cda con l'esclusione dell'AD, la proposta degli azionisti, espressione del 65 % del mercato pronti per la riconferma dell’attuale AD, la proposta di Assogestioni; non si esclude modifica CdA per reinserire il Ceo

La partita per il rinnovo del vertice di Monte dei Paschi di Siena si sposta sull'asse Francoforte-Siena. In una lettera inviata al consiglio di amministrazione il 4 marzo, la Vigilanza della Banca Centrale Europea avrebbe espresso esplicite "preoccupazioni" in merito alla regolarità dell'iter di nomina. Il timore è che il processo di selezione non "sia stato adeguatamente rispettato", con il rischio che l'attuale gestione delle candidature "possa portare ad un deterioramento nella composizione del cda". In risposta a ciò, l'istituto ha ribadito come ogni passaggio sia stato strutturato proprio sulla base delle indicazioni fornite da Francoforte e risulti pienamente documentato. La banca ha inoltre sottolineato il coinvolgimento attivo della funzione di Revisione Interna e del Collegio Sindacale, a garanzia della tracciabilità e regolarità dell'intero processo di selezione.

Il profilo del CEO ideale: competenza e indipendenza

Per Francoforte, i requisiti per guidare Rocca Salimbeni non sono negoziabili e vanno oltre la semplice competenza tecnica. La BCE esige un amministratore delegato che disponga di una “rilevante esperienza bancaria, riflesso delle sfide del ruolo e della complessità dell’istituzione”, ma pone l'accento soprattutto su una “chiara autonomia di giudizio”. Quest'ultima non deve essere una dote isolata del capo azienda, ma deve estendersi a tutto il board tramite “una approfondita valutazione dell’autonomia di giudizio” di ogni singolo componente. La richiesta include inoltre l'obbligo di inserire nei comitati endiconsiliari esclusivamente amministratori “formalmente indipendenti”, per garantire una gestione immune da condizionamenti esterni.

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MPS, la replica ufficiale: "Processo di selezione trasparente e tracciato"

Dopo la diffusione di notizie riguardanti comunicazioni riservate con la BCE, Banca Monte dei Paschi di Siena è intervenuta per fare chiarezza sulla formazione della lista per il nuovo Consiglio di Amministrazione. L'istituto ha pubblicato una sintesi dell'intero iter seguito, sottolineando come ogni passaggio sia stato strutturato proprio sulla base delle indicazioni fornite da Francoforte durante le costanti interlocuzioni tra le due istituzioni. Per garantire la massima trasparenza, la Banca ha inoltre confermato il pieno coinvolgimento della funzione di Revisione Interna e del Collegio Sindacale in ogni fase della procedura.

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Le 3 liste alternative

L'assetto per il rinnovo del vertice di MPS si delinea come un complesso incrocio di strategie, con una possibile presentazione di tre liste distinte. Al momento, la lista ufficiale del Consiglio di Amministrazione si presenta orfana dell'attuale AD Luigi Lovaglio, ma lo scenario resta fluido: non si esclude infatti un colpo di scena dell'ultimo minuto con la modifica della lista approvata per il reinserimento del banchiere. Come anticipato da Il Giornale d'Italia, a questa si contrappongono la lista espressione degli azionisti, tra cui BlackRock (5,02%), il MEF (4,86%), Banco BPM (3,74%) e Norges Bank (3,16%), i quali potrebbero catalizzare il voto del mercato (titolare di una quota del 65% e potenzialmente favorevole alla continuità della gestione Lovaglio, alla luce degli ottimi risultati finanziati ottenuti dall'AD), ed infine quella istituzionale di Assogestioni. Questa tripartizione riflette le tensioni tra la necessità di assecondare i rilievi della BCE sulla governance e la volontà di una parte dei soci di non disperdere i risultati operativi raggiunti dall'attuale management.

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