Axel Springer, raggiunto accordo volto all'acquisizione di Telegraph Media Group per £575 milioni interamente in contanti

Nonostante il recente via libera del Governo britannico, Dmgt è stata superata dall'offerta tedesca, giudicata più vantaggiosa per l'assenza di ostacoli legati alle normative antitrust sulla pluralità dell'informazione

Il gruppo editoriale tedesco Axel Springer ha raggiunto un accordo per l'acquisizione del Telegraph Media Group, portando sotto il proprio controllo testate come il Daily Telegraph e il Sunday Telegraph. L'operazione, del valore di 575 milioni di sterline (circa 690 milioni di euro) regolati interamente in contanti, segna il tramonto delle ambizioni del gruppo Daily Mail & General Trust (Dmgt).

Nonostante il recente via libera del Governo britannico, Dmgt è stata superata dall'offerta tedesca, giudicata più vantaggiosa da RedBird Imi sia per il valore economico superiore ai 500 milioni inizialmente previsti, sia per l'assenza di ostacoli legati alle normative antitrust sulla pluralità dell'informazione.

Il nodo della proprietà straniera e l'uscita di RedBird Imi

La vendita si è resa necessaria a causa delle normative del Regno Unito, che impediscono a Stati esteri o a loro esponenti governativi di detenere partecipazioni superiori al 15% in testate giornalistiche nazionali. RedBird Imi, veicolo controllato dallo Sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan (vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti e patron del Manchester City), ha dovuto quindi cedere il controllo del gruppo editoriale per conformarsi alla legge. Per Axel Springer, l'operazione è stata resa possibile grazie alla solida partnership finanziaria con KKR, che ha fornito la liquidità necessaria per espandere un portafoglio che già include realtà globali come Politico, Business Insider, Bild e Die Welt.

La rivincita di Döpfner 

Per Mathias Döpfner, amministratore delegato di Axel Springer, l'acquisizione rappresenta il coronamento di una strategia iniziata oltre vent'anni fa e segnata da precedenti sconfitte, come quella del 2004 contro i fratelli Barclay e quella del 2015 per il Financial Times. Il CEO ha commentato con soddisfazione il successo dell'operazione:"Oltre vent’anni fa abbiamo tentato di acquistare il Telegraph e non ci siamo riusciti, ma ora il nostro sogno diventa realtà. Essere proprietario di un’istituzione del giornalismo britannico di qualità è un privilegio e un impegno".

L'obiettivo dichiarato è ora quello di "proiettare il Telegraph verso una dimensione ancora più internazionale, puntando con decisione al mercato statunitense per trasformarlo nella maggiore pubblicazione di centro-destra nel mondo anglofono".

Indipendenza editoriale e continuità gestionale

Nonostante il cambio di proprietà, la nuova governance tedesca ha confermato la volontà di mantenere intatta l'identità della testata. Döpfner ha ribadito che "l’indipendenza editoriale è sacrosanta per Axel Springer", assicurando che non ci saranno scossoni ai vertici operativi: Anna Jones manterrà la carica di chief executive di Telegraph Media Group, mentre Chris Evans e Allister Heath resteranno rispettivamente alla guida del Daily Telegraph e del Sunday Telegraph. Resta confermata la linea politica di centro-destra del giornale, storicamente vicino ai conservatori, che Axel Springer intende valorizzare attraverso nuovi investimenti tecnologici e di distribuzione.