Missoni resta italiana con il fondo Fsi che rileva le quote della famiglia fondatrice
Nella società di moda entra pure una famiglia di imprenditori tedeschi con circa il 25% del capitale
Finalmente un celebre marchio del nostro Paese non passa in mani estere (in questo caso americane). La griffe Missoni, infatti, cambia assetto societario ma rimane con orgoglio italiana. Il prestigioso brand di moda, nato nel 1953 e con sede a Sumirago, perde tra gli azionisti la famiglia fondatrice, però continua la sua storia tricolore grazie a Fsi, il principale fondo di investimento della nazione, che invece di cedere ad acquirenti stranieri – come inizialmente previsto – ha scelto di rafforzare il proprio impegno diventando socio di maggioranza. L’operazione vede inoltre l’ingresso come nuovi soci della famiglia Fassin-Bachmueller, proprietaria attraverso la holding Katjes Quiet Luxury di circa il 25% del capitale. Gli imprenditori tedeschi, di origini siciliane, controllano già Bogner, noto brand del lusso attivo nel segmento dell’abbigliamento sportivo di alta gamma. Niente capitali statunitensi, ma una guida molto europea, quindi. La mossa arriva dopo anni di crescita significativa per Missoni. Nonostante le difficoltà della pandemia, l’azienda ha infatti raddoppiato il fatturato arrivando a circa 130 milioni di euro, con una redditività in forte miglioramento. Le ultime collezioni hanno registrato incrementi del 30%, superando le performance di molti competitor del settore. Il riassetto societario vede ancora alla guida l’amministratore delegato Livio Proli, manager con un’esperienza di 25 anni in Giorgio Armani, affiancato da Barnaba Ravanne, co-fondatore di Fsi, nel ruolo di presidente.