Borsa di Israele in rialzo nonostante la guerra, +14% nel 2026, +128% dal 7 ottobre 2023 con finanza, energia e difesa
La Borsa israeliana ha performato bene subito dopo lo scoppio della guerra in Iran, nonostante i mercati internazionali hanno subito cali significativi
Dall’inizio dell’anno, la Borsa di Israele ha guadagnato il 14% nel suo indice principale e più ampio, il TA-125. Dal 2 marzo, l’indice ha guadagnato più del 4% in una giornata molto positiva. In generale, gli ultimi anni di guerra hanno attirato molti investimenti in Israele, dove si concentrano alcune aziende dedicate ai settori della difesa e della tecnologia.
Borsa di Israele cresce nonostante la guerra +14% nel 2026
Il risultato di lunedì 2 marzo ha permesso alla Borsa di Tel Aviv di raggiungere il suo miglior risultato della storia. Le performance sono state supportate principalmente dai titoli della difesa, ma anche da quelli energetici, come successo anche in Italia nel primo giorno di guerra, e da quelli finanziari.
I risultati della Borsa di Tel Aviv sono in netto contrasto con buona parte dei mercati internazionali. Le Borse europee hanno subito crolli importanti e solo nella giornata di oggi, 4 marzo, stanno iniziando a riprendersi. L’indice europeo Eurostoxx 50 registra ancora una perdita del 4,78% dall’inizio del conflitto e ha bruciato tutti i guadagni dall’inizio dell’anno.
Discorso simile per l’S&P 500, l’indice statunitense molto legato agli andamenti delle società tecnologiche, che ha perso l’1,42% dall’inizio del conflitto ed è in sostanziale pareggio dall’inizio del 2026.
Secondo Gali Ingber, head of finance studies al College of Management di Rishon LeZion, vicino a Tel Aviv: “Gli investitori stanno sperando nello scenario più ottimista: un conflitto di breve durata con un successo immediato per Israele, che porti alla caduta del regime iraniano”.
La situazione è però offuscata dalla volatilità dello shekel, la moneta israeliana. Dall’inizio dell’anno, la valuta locale ha avuto un apprezzamento del 20% nei confronti del dollaro, seguendo un pattern che ha caratterizzato altri eventi militari nella regione, come la guerra dei 12 giorni. Scenari spesso seguiti da un crollo del valore dello shekel, una volatilità che rende più complesso investire nel Paese.