Iran, Alberto Dossi, Presidente H2IT: “Gas naturale tra le fonti più esposte. Tutelare imprese e famiglie dal caro energia”

“La chiusura dello Stretto di Hormuz, a seguito dell’attacco congiunto Israele-Usa contro l’Iran, rappresenta un fattore di preoccupazione per gli equilibri energetici globali. Il gas naturale è tra le fonti più esposte, con ripercussioni dirette sui costi per imprese e famiglie europee. Il Qatar esporta gas a livello globale, compresa l’Europa, e le forniture viaggiano esclusivamente via nave. A differenza del petrolio, però, nel settore del gas non esiste un’abbondanza di produzione tale da compensare con facilità blocchi o riduzioni delle forniture. Le tensioni e i rincari in questo comparto si riflettono direttamente sulle bollette di famiglie e imprese, con effetti immediati sulla competitività del sistema produttivo. Questi eventi confermano con forza la necessità di accelerare su politiche energetiche strutturali di medio e lungo termine, sulla diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento e su una maggiore autonomia energetica nazionale ed europea. Parallelamente, occorre proseguire con determinazione nello sviluppo delle energie rinnovabili e delle soluzioni legate all’idrogeno, vettore chiave per accompagnare la transizione energetica e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili importate. La transizione comporta sfide tecnologiche, industriali e sociali che vanno governate con pragmatismo, visione industriale e stabilità normativa”. Lo ha dichiarato Alberto Dossi, Presidente di H2IT, Associazione Italiana Idrogeno, in merito all’impatto dell’attacco congiunto Israele-Usa contro l’Iran sui prezzi dell’energia.