MPS vara Piano strategico 2026-30, utile netto da €3,3 mld a €3,7 mld; €700 mln di sinergie da delisting e integrazione Mediobanca
Focus su Retail & Commercial Banking la con 1.250 filiali, 2,7 milioni di clienti retail e un margine di intermediazione in aumento a €2,6 miliardi nel 2030; distribuzioni agli azionisti per circa €16 miliardi
MPS presenta il Piano strategico 2026–2030: utile netto a €3,3 miliardi nel 2026 e €3,7 miliardi nel 2030, con integrazione Mediobanca e sinergie per €700 milioni.
La divisione Retail & Commercial Banking guida la crescita del Gruppo, con 1.250 filiali, oltre 2,7 milioni di clienti retail e più di 110 mila clienti corporate, contribuendo a un margine di intermediazione in aumento fino a €2,6 miliardi nel 2030. Il Piano prevede inoltre distribuzioni complessive agli azionisti per circa €16 miliardi, confermando l’impegno di MPS nella creazione di valore sostenibile e nella remunerazione dei propri soci.
MPS, il piano industriale 2026-2030 delinea una traiettoria di crescita solida e sostenibile, con un margine di intermediazione atteso in aumento fino a 9,5 miliardi di euro e un tasso annuo composto (CAGR) del 4,6%, sostenuto da un mix di ricavi sempre più diversificato e da un contributo crescente della componente commissionale, prevista in crescita del 5,6% nel periodo 2025-2030. L’efficienza operativa è destinata a migliorare ulteriormente, con un cost/income ratio in calo dal 46% nel 2025 al 38% nel 2030.
L’utile netto adjusted è stimato a 3,7 miliardi di euro nel 2030 (3,3 miliardi nel 2028), con un ROTE adjusted pari al 18% a fine piano. Sul fronte della qualità del credito, il Net NPE ratio è previsto all’1% entro il 2030, mentre la solidità patrimoniale resterà elevata, con un CET1 ratio intorno al 16% lungo tutto l’orizzonte di piano e un buffer di capitale di circa 3 miliardi di euro, che garantirà ampia flessibilità strategica per nuove opportunità di crescita e remunerazione degli azionisti. Il piano prevede inoltre una creazione di valore forte, crescente e sostenibile, con un payout del 100% e distribuzioni complessive agli azionisti per circa 16 miliardi di euro nell’arco del periodo, oltre a 700 milioni di euro di sinergie a regime derivanti dalla piena integrazione di BMPS con Mediobanca.
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A, conclusosi ieri in tarda serata sotto la Presidenza dell’Avv. Nicola Maione, ha approvato il Piano Industriale 2026–2030, “Da radici profonde a nuove frontiere – Una forza competitiva di primo piano nel settore bancario”.
"Il nuovo Piano Industriale rappresenta la naturale evoluzione del percorso di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni. Abbiamo disegnato una struttura di Gruppo chiara ed efficace, in grado di valorizzare pienamente le piattaforme di Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca per migliorare l’esperienza dei clienti su tutti i canali. Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti i nostri azionisti", ha dichiarato Luigi Lovaglio, Amministratore Delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena. "Insieme, Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca rafforzano l’eccellenza della tradizione bancaria italiana, combinando la solida rete commerciale di MPS con la cultura di advisory altamente riconosciuta di Mediobanca, il cui brand e le cui competenze vengono preservati come pilastro fondamentale del nostro Gruppo. Con chiarezza strategica, disciplina nell’esecuzione e una solida posizione patrimoniale, siamo pronti per una nuova fase di creazione di valore, facendo leva su radici profonde e guardando a nuove ambiziose frontiere."
Il nuovo Piano Industriale segna un deciso cambio di passo nel posizionamento strategico e nella struttura del Gruppo, facendo leva sul percorso di trasformazione di successo realizzato negli ultimi anni e sull’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un gruppo bancario leader, diversificato e competitivo, caratterizzato da solida redditività, robustezza patrimoniale e una maggiore remunerazione per gli azionisti.
MPS informa, inoltre, che stanno proseguendo, con il supporto dei propri advisor, le attività istruttorie e di analisi in vista della definizione del progetto di fusione con Mediobanca – Banca di Credito Finanziario e del relativo concambio.
Il Consiglio di Amministrazione e il Comitato per le parti correlate proseguiranno le rispettive attività istruttorie che si prevede possano concludersi il giorno 10 marzo 2026. Il processo continuerà ad essere condotto nel rispetto dell'applicazione dei presidi richiesti dalla disciplina per le operazioni con parti correlate.
L’approvazione del Piano Industriale 2026–2030 fa seguito al successo dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su Mediobanca, che ha registrato un tasso di adesione pari all’86,3%, a conferma della solida logica industriale dell’operazione e dell’ampio supporto da parte di investitori italiani e internazionali.
L’operazione prevede la fusione per incorporazione di Mediobanca in Banca Monte dei Paschi di Siena, con l’obiettivo di creare un unico gruppo bancario integrato, preservando al contempo le identità distintive, i brand e le aree di eccellenza delle due istituzioni e realizzando appieno il potenziale di sinergie pari a €700 milioni.
A seguito del completamento della fusione con Mediobanca, il Gruppo opererà secondo una struttura organizzativa chiara e snella, articolata in cinque divisioni di business, progettata per cogliere pienamente le sinergie industriali, rafforzare la responsabilizzazione gestionale e accelerare l’esecuzione, assicurando al contempo la qualità dei ricavi grazie a un mix di attività ben diversificato.
La divisione Retail & Commercial Banking rappresenterà il principale motore di relazione e di origination, supportata da processi abilitati dall’intelligenza artificiale e da percorsi digitali accelerati, contribuendo per circa il 29% ai ricavi complessivi del Gruppo. La divisione Consumer Finance, facendo leva su Compass quale centro di eccellenza scalabile e con ambizioni di crescita internazionale, apporterà circa il 19% dei ricavi. L’area Asset Gathering & Wealth Management, motore di crescita basato sulle commissioni e frutto dell’integrazione delle competenze di Widiba e Premier, contribuirà per circa il 21% ai ricavi di Gruppo.
Il Private Banking sarà posizionato come un franchise di private investment banking su scala, focalizzato su imprenditori e clientela ad elevato patrimonio, con un contributo pari a circa il 9% dei ricavi. La divisione Corporate & Investment Banking, guidata dall’advisory e caratterizzata da una crescente vocazione internazionale, combinerà servizi di debt, mercati e commercial banking, incidendo per circa il 14% sui ricavi complessivi.
A queste attività si aggiungerà il Principal Investing, che garantirà una generazione di utili diversificata e non correlata, includendo la partecipazione strategica in Assicurazioni Generali, con un contributo pari a circa l’8% dei ricavi del Gruppo.
Il piano di integrazione prevede un approccio graduale, con il completamento della fusione e dei principali passaggi societari e di governance atteso entro la fine del 2026, cui seguirà la piena realizzazione del modello operativo e IT target.
Il Piano si fonda su un insieme di fattori di successo chiaramente definiti, in grado di sostenere la capacità del Gruppo di generare crescita sostenibile e creare valore nel lungo termine. Al centro della strategia vi è la valorizzazione di brand iconici, ampiamente riconosciuti e caratterizzati da un elevato livello di fiducia, al servizio di oltre 7 milioni di clienti, nonché di un franchise commerciale profondamente radicato sul territorio, che continua a rappresentare un vantaggio competitivo chiave in termini di prossimità alla clientela, solidità delle relazioni e presenza sul mercato.
Questa base è ulteriormente rafforzata da un mix di business altamente diversificato e complementare, che contribuisce a migliorare la qualità e la resilienza degli utili lungo i diversi cicli economici e consente al Gruppo di rispondere in modo efficace alle esigenze della clientela lungo l’intera gamma dei servizi finanziari.
La tecnologia e la trasformazione digitale rappresentano un ulteriore pilastro fondamentale del Piano. Il Gruppo ha definito un’agenda digitale e di intelligenza artificiale unificata, con investimenti IT pari a circa €1 miliardo nel periodo 2026–2030, finalizzati a modernizzare, mettere in sicurezza e scalare le piattaforme e le operazioni. La strategia è incentrata sull’implementazione di un unico motore digitale e di AI a supporto di customer journey end-to-end, di processi decisionali e di concessione del credito più rapidi e di una maggiore efficienza operativa. Questo approccio tecnologico è atteso generare una leva operativa sostenibile, accelerare l’esecuzione a livello di Gruppo e supportare il successo dell’integrazione del perimetro combinato.
Inoltre, la scala rilevante e una posizione patrimoniale best-in-class assicurano la flessibilità finanziaria necessaria per cogliere opportunità di crescita del valore, sia a livello domestico sia internazionale, e per sostenere una traiettoria di sviluppo disciplinata e coerente con gli obiettivi strategici.
Un ulteriore abilitatore determinante del Piano è rappresentato dal capitale umano e dai talenti distintivi del Gruppo, che grazie a solide competenze specialistiche costituiscono il motore centrale dell’esecuzione, dell’integrazione e dell’innovazione lungo l’intero arco del piano industriale.
La divisione Retail & Commercial Banking rimane il principale motore di relazione e di origination del Gruppo, combinando una presenza capillare sul territorio nazionale con un’esperienza cliente sempre più digitale e omnicanale. Il Piano strategico fa leva su una piattaforma domestica di scala, con circa 1.250 filiali, oltre 2,7 milioni di clienti retail e più di 110 mila clienti corporate, rafforzando il posizionamento della Banca come operatore di riferimento nel mercato italiano.
Nel corso dell’orizzonte di Piano, la divisione è attesa generare un margine di intermediazione in crescita da circa €2,1 miliardi nel 2025 a circa €2,6 miliardi nel 2030, con un risultato ante imposte (PBT) in aumento da circa €0,7 miliardi a circa €1,1 miliardi e impieghi verso la clientela in crescita da circa €66 miliardi a circa €82 miliardi.
Nel comparto mutui, il Piano pone l’accento su una maggiore rapidità di esecuzione e su processi decisionali più evoluti, anche attraverso meccanismi di approvazione accelerata e valutazioni del merito creditizio abilitate dall’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di ridurre il “time to yes” da oltre 25 giorni a meno di 7 giorni. Tale approccio è affiancato da percorsi ibridi e completamente digitali, da un portale digitale che consente il monitoraggio in tempo reale delle richieste, nonché da un rafforzato focus su mutui green e soluzioni pre-approved.
Nel comparto specialty finance, il Piano evidenzia una significativa espansione del factoring, con volumi in crescita da circa €23 miliardi nel 2025 a circa €32 miliardi nel 2030, supportata da un’offerta di prodotto potenziata e da processi abilitati dalla tecnologia. L’esecuzione del Piano è sostenuta da un insieme di abilitatori tecnologici, tra cui una mortgage factory unificata, una distribuzione digitale end-to-end, l’accelerazione del credito corporate e una piattaforma integrata di specialty finance.
Il Piano mira, inoltre, a un maggiore ingaggio digitale della clientela, con clienti digitalmente attivi in aumento da circa 61% a 80% nel segmento retail e da circa 61% a 70% nel segmento corporate entro il 2030. Una stretta cooperazione con la divisione Corporate & Investment Banking, unitamente all’integrazione di soluzioni di trade finance, transaction banking e factoring internazionale, consentirà di supportare in modo selettivo le imprese italiane operanti sui mercati esteri.
Il comparto Consumer Finance fa leva su Compass, posizionata come piattaforma di eccellenza scalabile di primo livello e centro di competenza del Gruppo, caratterizzata da una redditività resiliente, avanzate capacità di gestione e utilizzo dei dati e un significativo vantaggio distributivo. Il Gruppo è il secondo operatore in Italia, con una quota di mercato di circa 14%, ricavi pari a circa €1,3 miliardi nel 2025 e un risultato ante imposte (PBT) di circa €0,6 miliardi. Il comparto registra impieghi verso la clientela pari a circa €17 miliardi e prestiti digitali che rappresentano circa il 40% dei volumi complessivi.
Nel periodo 2026–2030, la traiettoria del segmento prevede ricavi in crescita da circa €1,3 miliardi nel 2025 a circa €1,7 miliardi nel 2030 e impieghi in aumento da circa €17 miliardi a circa €21 miliardi, unitamente a un miglioramento dell’efficienza operativa, con un cost/income ratio in riduzione dal 31% nel 2025 al 27% nel periodo 2028–2030.
Il Piano delinea inoltre un’evoluzione significativa dei volumi nel comparto Consumer Finance, con erogazioni complessive in crescita da circa €9,6 miliardi nel 2025 a circa €12,4 miliardi nel 2030. Le erogazioni tramite canali digitali sono previste in aumento da circa €1,4 miliardi nel 2025 a circa €1,9 miliardi nel 2030, mentre il GMV del Buy Now Pay Later (BNPL) è atteso in crescita da circa €0,7 miliardi a circa €1,3 miliardi.
Il Private Banking è posizionato come una franchise di private investment banking su scala, focalizzata su imprenditori e clientela con un patrimonio elevato, con un’espansione degli hub internazionali e un mix dei ricavi sempre più orientato alle commissioni. La divisione parte da ricavi pari a circa €0,6 miliardi nel 2025, un risultato ante imposte (PBT) di circa €0,2 miliardi e TFAs pari a circa €77 miliardi, con una traiettoria verso ricavi pari a circa €0,9 miliardi, PBT di circa €0,4 miliardi e TFAs pari a circa €103 miliardi entro il 2030.
Le iniziative strategiche nel Private Banking includono il consolidamento della leadership nel Private Investment Banking, l’ampliamento delle soluzioni di investimento e di credito, la scalabilità dell’accesso ai private markets e lo sviluppo di mandati discrezionali tailor-made, nonché l’espansione internazionale. Il Piano prevede masse in gestione nei Private Markets in crescita da circa €2,5 miliardi nel 2025 a circa €5,0 miliardi nel 2030, e masse relative ai mandati discrezionali Customized Management Accounts in aumento da circa €7,4 miliardi nel 2025 a circa €11,2 miliardi nel 2030.
Il Corporate & Investment Banking sarà guidato dall’advisory, combinando servizi di Debt ed Equity Capital Markets e di Commercial Banking con una presenza internazionale in crescita, facendo leva sul brand e sulle competenze di Mediobanca. La divisione beneficerà di un posizionamento di leadership nel mercato italiano dell’M&A (prima per volumi e seconda per valore) e di un modello ad alta intensità commissionale e a basso assorbimento di capitale.
Il Piano parte da ricavi pari a circa €1,0 miliardi nel 2025 e un risultato ante imposte (PBT) di circa €0,6 miliardi, con una traiettoria verso un margine di intermediazione pari a circa €1,3 miliardi e un PBT di circa €0,8 miliardi entro il 2030, a fronte di impieghi in crescita da circa €22 miliardi a circa €27 miliardi.
Le iniziative strategiche della divisione includono la conferma della leadership del principale franchise di CIB in Italia, l’accelerazione della crescita internazionale e il rafforzamento del modello di Private Investment Banking attraverso il cross-selling. Il Piano prevede ricavi di MB CIB in crescita da circa €0,7 miliardi nel 2025 a circa €0,9 miliardi nel 2030, con ricavi internazionali del trade finance in aumento fino a circa €14 milioni nel 2030. Inoltre, il Piano mira a estrarre ulteriore valore dal modello di PIB, includendo flussi di Net New Money da cross-selling pari a circa €500 milioni da clientela PIB nel 2030.
Il Piano Industriale definisce un’agenda tecnologica e di intelligenza artificiale unificata, finalizzata a modernizzare, mettere in sicurezza e scalare le piattaforme e le operazioni del Gruppo, con investimenti IT complessivi pari a circa €1 miliardo nel periodo 2026–2030. Il modello di banking digitale e AI-powered delineato nel Piano prevede la formazione del 100% dei colleghi sull’AI e impatti significativi sull’efficienza operativa, inclusi risparmi di tempo pari a circa il 20% nei processi di credito e controllo e un incremento di produttività IT pari a circa il 20%, abilitato dall’impiego di soluzioni di intelligenza artificiale.
La leva operativa e la disciplina dei costi sono supportate da iniziative di centralizzazione e ottimizzazione e dalla piena realizzazione delle sinergie. Il Piano prevede costi operativi da €3,5 miliardi nel 2025 a €3,6 miliardi nel 2030, a fronte di un miglioramento del cost/income ratio dal 46% al 38%.