L’IA è la nuova bolla che farà crollare le Borse? Agita Wall Street e inquieta gli investitori: divora energia per renderci superflui

Più stupidi, inutili e innocui: ecco il mondo che verrà in cerca di un lavoro e di una vita che non ci sono. L’avvento dell’AI travolgerà l’economia ridisegnando i desideri delle masse inerti? In allarme anche Pignataro, l’uomo più ricco d’Italia: c'è un sistema per fermarla

Un fronte di analisti e investitori intravede i segnali tipici di una bolla che farà perdere milioni di posti di lavoro.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), i data center dell’IA hanno consumato nel 2024 l’energia di Brasile o Spagna, circa 415 terawattora (TWh) di elettricità. Entro il 2030 supereranno i 900 TWh, più dell’elettricità consumata oggi da Giappone o Germania. Un data center orientato all’Intelligenza Artificiale può divorare più di quanto fanno in consumi 100.000 case residenziali in un anno e i progetti più grandi in costruzione promettono di moltiplicare questo numero per 20 volte. E tutto per renderci superflui.

In queste settimane Wall Street ha tagliato di 2 mila miliardi la capitalizzazione degli sviluppatori di software. Testate come il Financial Times, Reuters e il Wall Street Journal hanno raccontato come un clima di entusiasmo febbrile si alterni a improvvise ondate di vendite. Sono tutti colpiti dal panico da intelligenza artificiale che potrebbe mettere sul piatto uno scenario peggiore della crisi del 2007-2008. La paura di perturbazioni da parte dell'IA ha raggiunto in questi giorni una nuova fase di escalation sulle borse. I prezzi delle azioni sono calati, non solo da parte delle società di software: 2000 miliardi persi dalle aziende di software quotate. Il timore di una “AI bubble” nasce da una combinazione di fattori: i tassi di crescita elevati di molte imprese e l’uso che sta aggrovigliando le masse, rincitrullite dagli interessi delle Big Tech. Intanto la competizione tra colossi tecnologici impone spese enormi per chip specializzati e infrastrutture. I margini futuri dipendono da economie di scala ancora in fase di costruzione. In questo scenario basta una revisione delle aspettative per innescare vendite a catena. Il tutto mentre l’occupazione e i redditi crollano.

Con un patrimonio di 42,8 miliardi l’imprenditore finanziario Andrea Pignataro è stato "eletto" uomo più ricco d’Italia. Pignataro, poco prodigo a interventi e scritti, ha di recente pubblicato un intervento di nove cartelle intitolato The Wrong Apocalypse (“L’Apocalisse sbagliata”), dove lancia qualcosa che va oltre l’allarme. L’onda che sta invadendo il mondo potrebbe creare un danno senza precedenti. Le aziende che usano l’Intelligenza Artificiale stanno allenando le macchine per farsi sostituire a breve, spiega in sintesi l’imprenditore. I più diffusi strumenti di AI rilasciati da Anthropic, OpenAI e gli altri big di settore fanno sì che le aziende stiano “nutrendo gli stessi sistemi che stanno imparando a renderle superflue”, con quello che potrebbe diventare “un effetto a cascata” in grado di travolgere l’intera economia mondiale.

Non sarà quindi solo un problema per gli impiegati ampiamente e velocemente rimpiazzabili, aggiungiamo noi. Ma per chi fa finanza, per gli studi legali e ogni altro intermediario del sapere, creativi compresi: l’Intelligenza Artificiale “lo fa meglio” o fa sembrare che sia così, controllando in parte anche i media. Chi controlla quali notizie o informazioni sono in prima fila su Google e quali in ultima? Chi può stare su un social e chi viene bannato facendo crollare tutto il suo mondo di fuffa?

Secondo Pignataro si potrebbe evitare l’ascesa, investendo nella frammentazione e nelle regole europee.

La frammentazione regolamentare dell’Ue, con tutte le sue norme, così diverse da Paese e Paese “potrebbe rivelarsi un freno alla cascata”, spiega Pignataro, citando i 27 regimi legali. La diversità è una difesa e lo è sempre stata. Con l’Ai, il conformismo e l’ignoranza uccideranno più del solito.

Le barriere linguistiche, il regolamento Gdpr, i sistemi legali conflittuali sarebbero la più forte protezione dei cittadini, dei lavoratori e degli Stati. Nessuno è al sicuro ma un sistema di freno alla follia è ancora possibile.